Sede di Roma

La professionalizzazione delle stazioni appaltanti

Concluso con un convegno il Piano nazionale di formazione in materia di appalti pubblici

La Presidenza del Consiglio dei ministri ha ospitato un convegno organizzato da ITACA (Istituto per l’Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale). quale evento conclusivo del “Piano nazionale di formazione in materia di appalti pubblici e concessioni. Professionalizzazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza”.

Il Piano è stato realizzato in attuazione del Protocollo d’intesa siglato tra il Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Agenzia per la Coesione Territoriale, la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, la Conferenza delle Regioni e ITACA. Il Protocollo era stato sottoscritto il 17 novembre 2016, pochi mesi dopo l’arrivo del nuovo Codice dei Contratti pubblici.

Oggi le stazioni appaltanti e le centrali di committenza devono essere gestite da operatori pubblici molto professionali, che vanno, quindi, adeguatamente formati. Il Piano di formazione di cui parliamo ha istruito 243 project manager (figura di rilievo quale può essere il responsabile unico di procedimento) attraverso tre macroedizioni: una per il Nord, una per Centro e una per il Sud della nazione. Per tutti era previsto un esame finale e solo con il superamento dell’esame si poteva ottenere l’attestazione.

Oltre alla formazione manageriale c’è stata una diffusa formazione in e-learning che ha coinvolto oltre 25mila dirigenti e funzionari del settore. La formazione è stata di tipo multidisciplinare con approfondimenti su materie a carattere specialistico di natura giuridica, economica e merceologica, indispensabili per la corretta applicazione della disciplina sui contratti pubblici.

Il rafforzamento delle competenze e delle conoscenze per gli operatori pubblici ha sicuramente un impatto positivo sull’intera filiera economica e sociale di settore del nostro Paese e rappresenta la vera sfida per ottenere risultati efficaci in termini di rapporto qualità-prezzo degli approvvigionamenti pubblici. Questo progetto formativo ha ottenuto un risultato eccellente, sia per il numero di stazioni appaltanti e di personale formato, sia per il coinvolgimento di strutture statali e regionali che hanno dimostrato un efficiente esempio di cooperazione istituzionale.

Si tratta di un passo avanti molto importante, sia sotto l’aspetto della professionalità in un settore basilare per l’economia e lo sviluppo del Paese, sia sotto l’aspetto del consociativismo. Parliamo di un processo di aggregazione che ha già coinvolto circa 5mila Comuni non capoluogo.

Se consideriamo che la spesa pubblica per beni, servizi e lavori oggi in Italia vale circa 150 miliardi di euro (dati ANAC 2017) e che oggi esistono nuove procedure e criteri di affidamento - quali il dialogo competitivo, il partenariato per l’innovazione, gli appalti precommerciali – che richiedono committenti pubblici specializzati in grado di governare questi strumenti, possiamo dire che una maggiore capacità da parte delle Amministrazioni pubbliche nelle gestioni delle procedure d’appalto possono garantire risparmi ai bilanci pubblici e favorire gli investimenti. Anche se rimane ancora vivo il “tallone d’Achille” legato a tempistiche di attuazione delle procedure troppo lunghe. Ma si sta lavorando anche su questo.

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pubblicato il 2019/05/13 09:29:00 GMT+2 ultima modifica 2019-05-13T09:30:22+02:00

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