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I Programmi europei in Emilia-Romagna creano sviluppo e coesione territoriale

La Commissione europea certifica che i fondi europei vengono utilizzati al massimo delle loro potenzialità per generare investimenti e nuova occupazione

La Commissione europea, chiamata nelle riunioni dei comitati di vigilanza a verificare periodicamente lo stato di avanzamento dell’utilizzo delle risorse e delle linee d’azione all’interno dei Programmi operativi regionali (Por): Fondo europeo di sviluppo regionale (Por Fesr), Fondo sociale europeo (Por Fse) e Piano di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020, ha certificato che in Emilia-Romagna le risorse vengono utilizzate in gran parte per una crescita inclusiva del sistema regionale con azioni integrate in grado di generare investimenti e occupazione.

I Comitati di sorveglianza, presenti gli assessori competenti per materia – Patrizio Bianchi (Coordinamento delle politiche europee, scuola, università, formazione e lavoro), Palma Costi (Attività produttive), Simona Caselli (Agricoltura) -, hanno sancito come per il Por Fesr siano già stati impegnati 480 milioni di euro; più di 662 milioni per il Por Fse, con quasi 430mila persone inserite in percorsi formativi (il 50% donne);e 1,1 miliardi per il Psr. Con percentuali molto alte: nel primo caso si tratta del 99,6% della dotazione disponibile, nel secondo dell’84,3% e nel terzo, i fondi destinati all’agricoltura, del 93% delle risorse, con contributi già concessi per 903 milioni (73%).

Grande soddisfazione ha espresso il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, per l'impegno a garantire la competitività e la coesione del territorio regionale. "Nel centrare gli obiettivi fissati dall’Unione europea - dichiara - la Regione Emilia-Romagna dimostra ancora una volta la propria capacità di programmazione e di fare sistema, oltre allo straordinario lavoro delle strutture interne e dei collaboratori e dipendenti regionali, che ringrazio per la loro professionalità”.

Prosegue il Presidente Bonaccini: "troppe volte l’Europa viene vista come un ostacolo, quando, viceversa, attraverso efficienza e competenza possiamo utilizzare le leve reali di crescita e sviluppo che l’Europa rende disponibili estendendo diritti e buona occupazione". Quello che la Regione, dunque, si propone di portare nel dibattito europeo sul futuro della politica di coesione, esprimendo il proprio parere contrario ad ipotesi di taglio dei fondi europei.

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pubblicato il 2019/07/01 12:01:00 GMT+1 ultima modifica 2019-07-01T12:13:58+01:00

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