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Prosegue inarrestabile il consumo di suolo in Italia

Lombardia e Veneto mostrano alte percentuali di suolo artificiale, ma nel resto d’Italia non va molto meglio

C’è un processo che avanza sempre e solamente in un’unica direzione: il consumo del suolo in cui viviamo. Con incrementi a volte più ampi, a volte più ridotti, in cui la costante sta nel segno negativo: il suolo libero da cemento si riduce sempre. Nel 2017 nel territorio nazionale sono stati cementati o asfaltati 2 mq di territorio ogni secondo, ritrovandoci a fine 2017 con 52 kmq di superficie naturale in meno. Ce lo dice il Rapporto sul Consumo del Suolo presentato alla Camera dei Deputati dall’ISPRA, in collaborazione con il Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente (SNPA).

Il consumo di suolo è in aumento nelle regioni in ripresa economica, soprattutto nel Nord-Est del Paese, tra l’altro un’area già abbondantemente antropizzata. Si costruisce soprattutto lungo le coste e i corsi d'acqua, ma non ci si ferma neanche nelle zone a rischio idrogeologico e nelle aree protette. Non a caso, quasi ¼ del fenomeno avviene in aree con un vincolo paesaggistico. Le aree protette più interessate da questo fenomeno sono quelle legate al terremoto che ha interessato il Centro Italia, in primis il Parco nazionale dei Monti Sibillini, seguito da quello del Gran Sasso e Monti della Laga, in gran parte dovuti a costruzioni ed opere successive ai recenti fenomeni sismici. Hanno meno giustificazioni, invece, le opere costruite nel Parco nazionali del Vesuvio (Campania), dell’Arcipelago di La Maddalena (Sardegna) e nel Parco del Circeo (Lazio).

A livello territoriale, al Centro e nel Nord Italia si registra l'incremento più alto nel 2017. Il Veneto è la regione che detiene il primato con un incremento dello 0,50% di suolo eroso, davanti a Friuli Venezia-Giulia e Trentino Alto-Adige, dove curiosamente la provincia di Bolzano è una delle province con il maggior consumo di suolo, mentre la provincia di Trento presenta un incremento molto contenuto. La Lombardia mantiene il primato in termini assoluti, superando quest'anno i 310 mila ettari del proprio territorio coperto artificialmente, a significare che il 13,4% delle aree artificiali italiane è in questa regione. A livello comunale è Sissa Trecasali (Parma) il comune italiano che ha costruito di più nell'ultimo anno a causa della realizzazione della nuova Tirreno-Brennero. Il piccolo comune di Casavatore, nell’hinterland napoletano, si conferma al primo posto della graduatoria tra i comuni con la più alta percentuale di suolo artificiale, nel 2017 ha raggiunto il 90,32%.

Il Ministro dell'Ambiente Costa, intervenuto alla presentazione del Rapporto, vorrebbe una nuova legge in cui inserire il concetto di bilancio ecologico preventivo rispetto alle autorizzazioni che si danno per le cementificazioni o costruzioni. Attualmente il costo totale del consumo di suolo supera i 2 miliardi di euro l’anno, imputabili principalmente alla perdita di capacità di stoccaggio di carbonio, di produzione agricola e legnosa e di servizi ecosistemici.

Proseguendo con il consumo di suolo verificatosi nel 2017, nel 2050 avremo perso altri 1.600 kmq. Il Governo punta, invece, a dimezzare questa cifra, anche se alcune previsioni dicono che, in caso si verificasse una reale ripresa economica, si correrebbe il rischio di perdere fino a 8.000 kmq di suolo libero, mettendo in crisi i già precari equilibri biologici attuali.

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pubblicato il 2018/07/19 10:47:00 GMT+2 ultima modifica 2018-07-20T12:34:32+02:00

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