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Domanda pubblica come leva per l’innovazione

In arrivo un protocollo d’intesa mirato alle strategie per potenziare e innovare il ruolo della domanda pubblica

E’ stato approvato a livello tecnico un protocollo d’intesa tra la Conferenza delle Regioni, Confindustria, l’Agenzia per l’Italia Digitale e ITACA (Istituto per l’innovazione e la trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale).

Il protocollo intende raggiungere l’obiettivo di migliorare la conoscenza e la fruizione del sistema degli appalti pubblici, chiamati a fungere da leva di accrescimento delle prestazioni innovative degli operatori economici in risposta ai fabbisogni espressi dalla Pubblica Amministrazione. A questo processo si abbina anche un’ottimizzazione della spesa pubblica.

La domanda pubblica rappresenta da sempre un importante strumento di politica industriale. In Italia la spesa pubblica per beni e servizi si attesta intorno a 140 miliardi di euro e rappresenta oltre l’8% del PIL. Le scelte operate dalla PA attraverso i propri acquisti determinano una notevole influenza sul mercato e sulle filiere produttive delle scelte. Per consentire che tali scelte possano creare un vero e proprio volano per l’economia occorre cambiare l’approccio verso gli appalti. Non dovrà più essere un approccio “amministrativo”, con una mera procedura d’acquisto. Dovrà diventare un approccio strategico, che sfrutti gli appalti per favorire gli investimenti nell'economia reale e stimoli la domanda, in un’ottica di accrescimento della competitività, basata sull'innovazione e sulla digitalizzazione.

Si tratta di potenziare, in particolare, l’utilizzo degli strumenti messi a disposizione dalla legislazione nazionale e comunitaria, quali gli appalti pre-commerciali (PCP) e i partenariati per l’innovazione, che sono in grado di orientare le imprese sui fabbisogni prestazionali e tecnologici, spingendole alla programmazione, all’innovazione e alla pianificazione dei relativi investimenti. Tra l’altro questo è uno degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. Finora le “best practices” sono state avviate in Olanda e Gran Bretagna, ma anche alcune regioni italiane hanno dato attuazione a un programma di innovazione basato sull’utilizzo sistematico del pre-commercial procurement (PCP). Tra esse il Trentino Alto-Adige, la Lombardia, la Puglia e la Campania.

Questo approccio, oltre a permettere di creare soluzioni più vicine all’esigenza dell’acquirente pubblico, consente di ampliare la concorrenza e di evitare situazioni di blocco sul mercato. Per poterlo attuare il committente pubblico deve avere una visione strategica ed un elevato livello di competenza, comprese le competenze informatiche, in tutte le fasi delle procedure di appalto.

Ognuna delle Parti chiamate in causa da questo Protocollo è chiamata a svolgere delle funzioni per consentire una piena realizzazione di questo ambizioso programma. Le Regioni, in particolare, saranno chiamate ad avviare le azioni di promozione della cultura degli strumenti di procurement innovativo presso i Soggetti Aggregatori e presso tutta la PA; ad organizzare seminari e convegni con finalità di divulgazione dell’innovazione nella PA e delle opportunità offerte dal Protocollo; l’attivazione di percorsi formativi attraverso le piattaforme regionali ed anche utilizzando la piattaforma e-learning Itaca-CINSEDO.

 

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pubblicato il 2018/06/04 12:19:00 GMT+2 ultima modifica 2018-06-12T09:40:10+02:00

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