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Certificati bianchi: cambiano le regole

Siglata l’intesa in Conferenza Unificata per riequilibrare il rapporto tra domanda e offerta

La Conferenza Unificata del 19 aprile 2018 ha approvato le correzioni ad un decreto ministeriale che stabilisce le regole per il mercato dei certificati bianchi, quindi la compravendita dei titoli che attestano i risparmi di energia. Le regole precedenti avevano creato delle bolle speculative su questi certificati perché la loro vendita era facoltativa, mentre le imprese di distribuzione dell'energia elettrica e il gas (gli acquirenti) erano obbligate a comprare certificati bianchi per la promozione dell’efficienza energetica. In recenti sessioni di mercato questi titoli erano arrivati a valere 450 euro, a fronte del valore di 100 euro che avevano nel 2013, quando il Ministero dello Sviluppo economico emise il decreto. I certificati bianchi si comprano sul mercato della Borsa dell’energia. Già nelle giornate precedenti la Conferenza, in cui s’intravedeva che sarebbe avvenuta la stipula dell’intesa tra Governo, Regioni ed Enti locali, il prezzo si era sensibilmente sgonfiato.

L’acquisto di certificati bianchi viene fatto in funzione dell’efficienza energetica. Le aziende di distribuzione dell'energia elettrica e del gas metano sono chiamate ad investire in progetti che consentano ai loro clienti di risparmiare energia. Per raggiungere questi obiettivi possono anche acquistare i risparmi conseguiti da altre aziende, verificati attraverso i certificati di efficienza energetica venduti da chi certifica di aver risparmiato energia.

Le modifiche apportate daranno un nuovo equilibrio al mercato perché si rende la domanda più elastica e l’offerta è resa più ampia. L’obiettivo del decreto è il raggiungimento dei target europei sulle emissioni di gas-serra che favoriscono i mutamenti climatici.

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pubblicato il 2018/04/23 10:28:48 GMT+2 ultima modifica 2018-04-23T10:28:48+02:00

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