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Salute

Le politiche della sanità nell’Unione Europea

sanità1La base giuridica della politica della salute è rappresentata dall'articolo 6 e dal titolo XIV sulla salute pubblica (art. 168) del Trattato sul Funzionamento dell’UE (TFUE). L'Unione ha solo una “competenza di supporto” per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l'azione degli Stati membri in materia di tutela e miglioramento della salute umana.

 

L'azione dell'Unione, che completa le politiche nazionali, si indirizza:

  • al miglioramento della sanità pubblica,
  • alla prevenzione delle malattie e infezioni,
  • all'eliminazione delle fonti di pericolo per la salute fisica e mentale.

La politica europea per la salute è stata rafforzata con il Trattato  di Lisbona, entrato in vigore nel 2009. In particolare:

  1. il 'benessere' diventa un nuovo obiettivo dell'Unione europea (art. 3, trattato sull'Unione europea, TUE);
  2. Con il nuovo articolo 168 del TFUE si rafforza la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri;
  3. l'Unione Europea condivide la competenza con gli Stati membri nel risolvere problemi comuni di sicurezza in materia di sanità pubblica; la UE può quindi introdurre una normativa giuridicamente vincolante che può riguardare ad es. standard di qualità e sicurezza in materia di organi e sostanze di origine umana, del sangue, norme veterinarie e fitosanitarie, standard di qualità e sicurezza dei medicinali e dei dispositivi medici;
  4. l'UE potrà adottare incentivi per la salvaguardia della salute umana, ad es. la cooperazione nella lotta al contagio transfrontaliero, nella protezione della sanità pubblica in relazione al tabacco e all'abuso di alcol;
  5. la Carta dei Diritti Fondamentali diventa giuridicamente vincolante e così il diritto alla prevenzione sanitaria e alle cure mediche viene riconosciuto come un diritto fondamentale.

La crisi legata alla pandemia Covid-19 ha spinto l’UE ad intervenire con misure inedite volte ad allargare il margine di manovra di Stati e Regioni: dalla temporanea sospensione del Patto di Stabilità e Crescita, all’adozione del Quadro temporaneo per gli Aiuti di stato, dallo strumento di prestiti SURE a sostegno dell’occupazione, all’ampliamento del Fondo europeo di solidarietà per coprire le spese sanitarie e per la risposta all’emergenza. L'UE ha, inoltre adottato le iniziative CRII - Coronavirus Response Investment Initiative - e CRII+ che hanno permesso di reindirizzare i fondi strutturali della programmazione 2014-2020 per sostenere le spese relative all’emergenza sanitaria e al rilancio economico. 

Per garantire la libertà di circolazione di persone, merci e servizi essenziali per la gestione della pandemia, la CE ha sostenuto la ricerca per lo sviluppo dei vaccini ed ha prodotto Raccomandazioni intese a coordinare le misure nazionali.

Ad un anno dall’inizio della pandemia la Commissione ha promosso l’Unione Europea della salute, volta a migliorare la risposta comune alle emergenze, il monitoraggio degli sviluppi epidemiologici, la valutazione del rischio, a potenziare le agenzie esistenti e a creare una nuova autorità (HERA) per lo sviluppo e l’acquisto di soluzioni biomediche che consentano di migliorare l’esecuzione dei test e il tracciamento dei contatti. 

La CE sta analizzando le forti connessioni tra ambiente e salute, e in questo proporrà una strategia zero inquinamento, di aria, acqua e suolo. Nell'ambito specifico del cancro, la CE ha promosso il Piano per la lotta contro il cancro, accanto alla missione di lottare contro il cancro, inclusa dentro il programma quadro per la ricerca e innovazione Horizon Europe. 

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    pubblicato il 2013/07/23 13:45:00 GMT+1 ultima modifica 2021-03-01T17:01:13+01:00

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