Delegazione presso l'UE: sede di Bruxelles

La Politica Agricola

La politica agricola nell'Unione Europea

Agricoltura 2

Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, la Politica Agricola Comune (PAC) rientra nella sfera delle competenze concorrenti dell’UE.

Secondo l'art. 39 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), la Politica Agricola Comune ha come obiettivi:

  • l'incremento della produttività dell'agricoltura, sviluppando il progresso tecnico, assicurando lo sviluppo razionale della produzione agricola come pure un impiego migliore dei fattori di produzione, in particolare della manodopera;
  • un tenore di vita equo per la popolazione agricola, con l'organizzazione comune dei mercati agricoli ed il rispetto dei principi di unicità dei prezzi, della solidarietà finanziaria e della preferenza comunitaria;
  • la stabilizzazione dei mercati;
  • la sicurezza degli approvvigionamenti;
  • prezzi ragionevoli per i consumatori.

A partire dagli anni '60, la Politica Agricola Europea ha permesso all'allora Comunità Economica Europea di raggiungere rapidamente l'autosufficienza nell'approvvigionamento. Nel tempo, tuttavia, il suo funzionamento è diventato sempre più costoso: tra le cause, la sovrapproduzione e il livello eccessivo dei prezzi europei rispetto a quelli del mercato mondiale.
Sono state messe in atto varie riforme consecutive nel 1992, 1999, 2003 e nel 2004. Nel 2008 la Commissione ha elaborato un pacchetto di proposte, noto come 
Health Check della PAC, con l’obiettivo di fare il punto sull'esperienza della riforma del 2003 e di apportare adeguamenti intesi a semplificare e razionalizzare la politica agricola comune, affinché questa possa cogliere le opportunità di mercato e affrontare nuove sfide. A questo è seguita l’adozione dei regolamenti di base per la PAC 2014-2020 - che hanno apportato cambiamenti all’architettura dei pagamenti diretti e alla politica di sviluppo rurale, la mini riforma Omnibus del 2016, nel contesto del Quadro Finanziario Pluriennale 2014-2020 e, infine, le iniziative legislative della Commissione per il futuro della PAC post 2020. 

La Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen ha individuato come faro per il periodo 2019-2024 tre grandi priorità trasversali: agenda «verde», clima e ambiente. Il Commissario all’Agricoltura Janusz Wojciechowski ha presentato le sue priorità focalizzando l’attenzione in particolare su:

  • Finalizzare la riforma della PAC - anche a seguito della Brexit - e rafforzare del progetto di coesione;
  • Rafforzare il sistema europeo delle DOP e IGP, promuovendo gli standard europei nel mondo;
  • Collaborare alla strategia per lo sviluppo sostenibile dell'UE, soprattutto con la riforma della PAC e sviluppando il settore della bioeconomia;
  • Concentrare le risorse su ricerca ed innovazione in agricoltura;

L’avvento della pandemia da COVID 19 ha evidenziato nuove necessità e introdotto nuovi scenari. Il negoziato sulla PAC per il periodo 2021-2027 è ancora in corso e, per la sua entrata in vigore,  occorrerà attendere il 2023. Le attuali norme in vigore della PAC sono state prorogate fino alla fine del 2022 per garantire la continuità dei pagamenti agli agricoltori e agli altri beneficiari assicurando prevedibilità e certezza in un momento di crisi sanitaria ed economica come questo che stiamo vivendo.
In questi due anni gli Stati Membri prepareranno i loro piani strategici nell’ambito della nuova legislazione sulla PAC.
 Inoltre, Parlamento ed il Consiglio hanno reso disponibili già nel 2021 circa 8 miliardi di aiuti straordinari per l’agricoltura stanziati dal pacchetto Next Generation EU, in aggiunta a quanto previsto nel Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027. 

 

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    pubblicato il 2013/07/23 14:45:00 GMT+2 ultima modifica 2021-03-22T13:06:38+02:00

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