mercoledì,  24 giugno 2020

Ultimo passo per l'Ospedale Maternità e Infanzia di Reggio Emilia, dalla Regione oltre 38 milioni di euro

Il 'Mire', struttura per accoglienza e assistenza su misura di mamme e bambini. Bonaccini-Donini "Lavoro di squadra per un'opera innovativa e ambiziosa"

Pres. Bonaccini e ass. Donini in collegamento per MireÈ stata presentata oggi nella sede della Direzione Generale dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia la parte conclusiva del progetto del futuro Ospedale Maternità e Infanzia di Reggio Emilia - MIRE. Il terzo e ultimo lotto interessa circa 6.700 dei complessivi 17.400 metri quadrati nei quali si svilupperà l’edificio.

Nato nel 2014, il progetto prevede un quadro dei finanziamenti che ammonta a 42,4 milioni di euro, 38,5 dei quali di provenienza regionale, 3,6 dal piano di investimenti aziendale e 300.000 dalla donazione di un privato. Si aggiungono, poi, gli oneri delle progettazioni preliminare, definitiva ed esecutiva, tutte curate da Binini Partners, che ammontano a 800mila euro interamente assorbiti da Curare Onlus, l’associazione nata nel 2011 su impulso di diversi professionisti della sanità locale e presieduta da Deanna Ferretti.

Il MIRE troverà posto nell’area dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia in posizione adiacente al Centro Oncologico Ematologico (CORE). Il progetto nasce dal desiderio di offrire alla popolazione una struttura ospedaliera dedicata alla cura della donna e dell’infanzia, con l’obiettivo di migliorarne i servizi e l’accoglienza, proporre un’assistenza il più possibile individualizzata che tenga conto dei bisogni delle famiglie. Il nuovo edificio, composto da 4 piani fuori terra e uno interrato, ospiterà strutture e servizi oggi presenti in sedi anche distanti tra loro, realizzando un’organizzazione per processi e una piena integrazione di specialità e professioni. Al MIRE, che entra nella rete dei servizi sanitari territoriali e diviene riferimento per l’intera provincia, sarà data risposta ai bisogni assistenziali di maggiore complessità e saranno svolte attività di formazione, ricerca e insegnamento.

I primi due lotti di intervento hanno interessato la progettazione dell’intera struttura e dell’involucro esterno dell’edificio, il completamento dei piani terra, primo e secondo per complessivi 10.703 mq. In questi saranno ospitati il Pronto Soccorso ostetrico-ginecologico, la Neonatologia, il blocco operatorio, il punto nascita, le degenze pediatriche-ostetriche e gli ambulatori specialistici. Sono previste, inoltre, le centrali tecnologiche e le aree di parcheggio, queste ultime in sostituzione di quelle interessate dal cantiere. Il 3° lotto riguarda, invece, il completamento del seminterrato e del terzo piano.

A illustrare il progetto erano il Direttore generale dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia Fausto Nicolini, Deanna Ferretti, Presidente di Curare Onlus, Tiziano Binini per Binini Partners. Sono intervenuti il Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, il Presidente della Provincia e della CTSS Giorgio Zanni, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e  l’Assessore alle Politiche per la Salute Raffaele Donini. 

Il MIRE

Il nuovo fabbricato avrà un ingresso in dipendente e sarà collegato al CORE, quindi al resto del Santa Maria Nuova, da passerelle presenti ai piani interrato, terra e primo. Il collegamento agevolerà l’immediata accessibilità ai settori diagnostici e specialistici.

La realizzazione del nuovo ospedale è complementare alla riorganizzazione del settore materno-infantile della provincia di Reggio Emilia che viene sviluppata con i seguenti obiettivi:

  • ottenere economie di scala complessive e assicurare un’assistenza per intensità di cura centrata sul paziente e organizzata per intensità di cura e complessità assistenziale;
  • dotare il territorio di un polo di offerta ostetrico-ginecologica-infantile per attività assistenziali complesse;
  • fornire comfort, privacy, sicurezza, assenza di barriere, umanizzazione della assistenza, superando le attuali collocazioni nella parte storica, datate e condizionate dai vincoli strutturali;
  • offrire un centro per la nascita fisiologica: tale ambiente coniuga la massima umanizzazione del parto, seguendo il travaglio naturale secondo i desideri della donna, con la massima sicurezza, in un ambiente in cui è immediatamente disponibile l’assistenza medica intensiva per mamma e bambino in caso di necessità;
  • supportare un percorso nascita ad ampia offerta e differenziato: il parto a basso rischio rispettoso della naturalità gestito in ambiente confortevole e sicuro, la gravidanza a rischio, il parto complesso a gestione medico/ostetrica, il controllo del dolore nel parto;
  • differenziare gli spazi dedicati alla gravidanza a medio-alto rischio da quelli per la gravidanza fisiologica a basso rischio e da quelli destinati al “Centro nascita fisiologico”;
  • offrire ai neonati, ai bambini e agli adolescenti spazi, accoglienti, famigliari e, al contempo, funzionali in grado di trasformare la Pediatria in un ambiente stimolante e interattivo, all'interno del quale i bambini ed i genitori possano affrontare con serenità il periodo della degenza.

I reparti e le funzioni del futuro ospedale

Nei 5 piani dell’edificio (quattro fuori terra e un seminterrato) saranno ospitate: 

  • Area Ostetrica Ginecologica:
    • Punto nascita con Area di degenza
    • Centro Nascita Fisiologica
    • Struttura operativa di Ginecologia con Area di degenza
    • Blocco Travaglio Parto
    • Blocco operatorio ginecologia e ostetricia
  • Area Pediatrica
    • Neonatologia con Terapia Intensiva e Semintensiva Neonatale
    • Area ambulatoriale e area degenza
    • Neuropsichiatria infantile
    • Genetica Clinica
    • Reumatologia pediatrica e dell’adolescenza
  • Funzione di Psicologia clinica dedicata
  • Funzione di Anestesia e Terapia del dolore dedicata
  • Funzioni di didattica e ricerca

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pubblicato il 2020/06/24 16:34:02 GMT+2 ultima modifica 2020-06-24T16:34:02+02:00

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