martedì,  18 maggio 2021

Il Documento strategico regionale 2021-27, per l’Emilia-Romagna una visione del futuro condivisa: “Occasione storica per ripartire"

Sì anche alla Strategia S3: investimenti per 5 miliardi in ricerca e innovazione. Baruffi-Colla: “Più fondi europei grazie alla piena capacità di programmazione e di spesa"

Sede della Regione, ingresso palazzo GiuntaUna visione del futuro condivisa. Un programma unitario degli obiettivi da raggiungere attraverso l’azione coordinata di investimento delle risorse europee e nazionali stanziate per la ricostruzione. Per il rilancio e lo sviluppo sostenibile dell’Emilia-Romagna, tenendo insieme le esigenze di breve periodo con le trasformazioni strutturali di lungo termine, per rafforzare le reti sociali, ricucire le distanze territoriali, rafforzare la competitività del sistema economico-produttivo e l’attrattività della regione.

È il Documento Strategico Regionale (Dsr) per la programmazione unitaria delle politiche europee di sviluppo 2021-2027 - il nuovo settennato di definizione dei fondi europei, scaduto il precedente -, approvato dalla Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini che inizia oggi il suo iter in Assemblea legislativa. Un Documento che delinea una programmazione fondata sull’integrazione e che valorizzi complementarità e sinergie.  

L’impatto della pandemia ha acuito anche in Emilia-Romagna le diseguaglianze sociali, di genere, generazionali, tra settori economici e tra territori e ha generato nuovi bisogni e nuove sfide. Con il Patto per il Lavoro e per il Clima firmato con tutte le parti sociali nel dicembre scorso, la Regione ha condiviso con il sistema territoriale un nuovo progetto di rilancio e sviluppo volto a generare lavoro di qualità, accompagnando l’Emilia-Romagna nella transizione ecologica e digitale. Un progetto che assume come riferimento decisivo l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu, fondato sulla sostenibilità, nelle sue tre componenti inscindibili, quella ambientale, sociale ed economica.

Il Dsr assume direttamente gli obiettivi del Patto dopo un ampio confronto e nella condivisione di scelte e contenuti con le rappresentanze e dà gambe a questo progetto, delineando la cornice strategica nella quale indirizzare l’insieme dei fondi europei e nazionali 2021-2027 su cui potrà contare l’Emilia-Romagna.

I fondi europei

Alle risorse 2021-2027 della Politica di coesione (fondi Fesr e Fse+), con una dotazione in crescita rispetto al settennio precedente, pari a 42 miliardi di euro per l’Italia, di cui 9 per le Regioni che più hanno dimostrato capacità di spesa e programmazione, si aggiungono il pacchetto straordinario di risorse di Next Generation Eu, con una dotazione di 235 miliardi per il periodo 2021-26 del Piano nazionale ripresa e resilienza (tra Recovery fund, React-EU e Fondo per gli investimenti complementari) e le risorse della politica agricola comune (Feasr) del biennio 2021-22, pari a oltre 10 miliardi di euro, di cui circa 3 miliardi per lo sviluppo rurale. Inoltre, si può contare sulla programmazione complementare a livello nazionale del Fondo sviluppo e coesione, con una dotazione di 50 miliardi.

Ricerca e innovazione

In questo ambito, per ricerca e innovazione la Giunta ha definito anche la Strategia regionale di specializzazione intelligente (S3) che intreccia le grandi sfide europee: nei prossimi 7 anni, l’Emilia-Romagna punta tutto su Big data, Intelligenza artificiale, trasformazione ecologica, space economy, automotive, salute, cultura, agroalimentare, manifattura e filiere innovative, edilizia e turismo.

La nuova programmazione in parte poggia sui risultati raggiunti dalla stessa strategia S3 tra il 2014-2020, dove il sistema regionale ha impegnato una rilevante massa di risorse e di investimenti destinati a ricerca e innovazione, pari a oltre 3,1 miliardi di euro, con un contributo pubblico di oltre 1,5 miliardi di euro, di cui 900 milioni di risorse regionali. L’obiettivo è quello di realizzare nuovi investimenti in stimati in 5 miliardi di euro, finanziati sia con risorse pubbliche, europee, statali e regionali per circa 2,7 miliardi, che private con un co-finanziamento di 2,3 miliardi.

Un percorso che poggia su un ampio e strutturato ecosistema della ricerca e dell’innovazione, che fa perno su soggetti pubblici, a partire dalle università, e privati di ricerca e imprese in grado di cooperare e creare non solo attività di ricerca e innovazione, ma anche nuove infrastrutture, nuove reti e piena partecipazione alle opportunità nazionali ed europee, con una rinnovata capacità di attrazione di iniziative di ricerca e di talenti di livello internazionale

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pubblicato il 2021/05/18 14:36:00 GMT+2 ultima modifica 2021-05-19T15:50:25+02:00

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