martedì,  9 febbraio 2021

Agricoltura, Regioni europee a Commissione Ue: "Nuova Pac, serve il nostro coinvolgimento come autorità di gestione"

Mammi: "Indispensabile per chi conosce bene imprese e territorio". E 15 Regioni italiane chiedono criteri oggettivi di riparto del Psr

foto di Fabrizio Dell’AquilaUna Politica agricola comunitaria forte, semplice ed efficace che veda il pieno coinvolgimento delle Regioni come autorità di gestione degli interventi di sviluppo rurale. Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, torna sul ruolo chiave svolto dalle autorità regionali nei Programmi di sviluppo rurale (Psr) all’interno della Pac.

“La Pac- afferma l’assessore - deve mantenere un collegamento stretto con le aree rurali attraverso le Regioni dell'Unione europea, compreso il ruolo nella definizione e attuazione delle politiche di sviluppo agricolo e rurale a livello locale".

Per riaffermare questa centralità, le più grandi regioni agricole d'Europa, tra cui l’Emilia-Romagna, si sono rivolte al vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans. La lettera è firmata dalle 16 Regioni riunite in Agriregions l’organizzazione mobilitata sulla Politica agricola comunitaria: Açores, Andalusia, Provincia autonoma di Bolzano - South Tyrol, Auvergne-Rhône-Alpes, Baden-Württemberg, Bavaria, Bretagne, Castilla y Le'on, Emilia-Romagna, Extremadura, Lombardia, Nouvelle Aquitaine, Pays de la Loire, Sibiu County, Toscana, Wielkopolska.

A questo proposito Mammi ha ricordato la proposta di 15 Regioni italiane, rappresentative di tutti i territori e governate da forze politiche differenti, per puntare sucriteri oggettivi per l'assegnazione dei fondi Ue, per una fotografia dei territori che incroci criteri oggettivi e criteri storici, consentendo di utilizzare al meglio le risorse europee. La nuova ripartizione è proposta e condivisa dai tre quarti delle Regioni italiane, cioè: Emilia-Romagna, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e Province Autonome di Bolzano e di Trento.
Obiettivo, appunto, una divisione oggettiva delle risorse che non si affidi più soltanto su criteri storici superati, ma tenga conto anche di altri parametri, criteri oggettivi e misurabili come quelli di de minimis, popolazione rurale, produzione lorda vendibile, superficie agricola, numero di imprese. 

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pubblicato il 2021/02/09 15:37:15 GMT+2 ultima modifica 2021-02-09T15:37:15+02:00

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