lunedì,  7 settembre 2020

Treni, Bologna-Portomaggiore: via ai lavori di messa in sicurezza della linea dopo l'esondazione dell'Idice

Finanziamento della Regione di 5,5 milioni. Eco-cantiere per sopraelevare circa 2,8 chilometri, eliminando due passaggi a livello

Corsini Priolo 7 settembre bologna portomaggiorePiù sicurezza per i pendolari, velocizzazione e aumento della puntualità dei treni, abbattimento dei costi di manutenzione e riduzione del rischio di sommersione dei binari nella malaugurata ipotesi di una nuova esondazione dell’Idice, grazie all’innalzamento del livello del basamento ferroviario. Il tutto nell’ottica dell’economia circolare, poiché i 40 mila metri cubi stimati di terreno necessari per sopraelevare quel tratto di linea di circa 2,8 chilometri provengono, infatti, dagli scavi di un altro cantiere aperto a Ferrara.      

A meno di un anno dalla disastrosa alluvione del 17 novembre 2019 che allagò una vasta area nelle campagne vicino a Budrio (Bo), stanno per partire i lavori di ammodernamento e completo ripristino delle condizioni di sicurezza della linea ferroviaria regionale Bologna-Portomaggiore, rimasta interrotta per circa un mese e mezzo nel tratto compreso tra Budrio e Mezzolara per l’erosione della massicciata causata dalla furia delle acque a seguito della rottura dell’argine dell’Idice. Linea riattivata in via provvisoria nei primi giorni del 2020 dopo un intervento di riparazione urgente eseguito da Ferrovie Emilia-Romagna (Fer), concluso in tempi record.     

 Tempi e modalità del progetto - che prevede anche la costruzione, nella frazione di Vedrana, di un paio di sottopassi al posto degli attuali passaggi a livello per snellire la circolazione stradale -, sono stati illustrati oggi in video conferenza stampa dall’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini, e all’Ambiente, Irene Priolo, presenti il sindaco di Budrio, Maurizio Mazzanti, e collegato  via web, il direttore di Fer, Stefano Masola.  

Lavori finanziati con 5,5 milioni di euro 

I lavori in cantiere saranno realizzati grazie ad un finanziamento regionale di 5,5 milioni di euro nell’ambito della seconda tranche dei fondi post-alluvione assegnati nel luglio scorso dalla Protezione civile nazionale. Risorse che si vanno a sommare ad un primo stanziamento risalente ad aprile di 2,5 milioni di euro destinati ai lavori per riaprire provvisoriamente la linea. Il progetto definitivo ha già superato la valutazione ambientale preliminare e non necessita dell’esame della Via. Entro settembre Fer procederà all’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell’esecuzione delle opere: l’apertura dei cantieri è programmata entro ottobre, con chiusura prevista in 5-6 mesi.

Cosa prevede l’intervento

I lavori sulla linea ferroviaria consistono nel rifacimento integrale della massicciata, utilizzando come materia prima il terreno di risulta proveniente dagli scavi di un altro cantiere Fer in corso a Ferrara. Ciò all’insegna dell’ecosostenibilità e del risparmio di risorse naturali. Per la posa di binari si procederà poi con la sostituzione del pietrisco esistente con materiale di nuova fornitura, così come nuove saranno le traverse e le rotaie impiegate.

Alla luce della morfologia di luoghi per scongiurare il rischio che i binari finiscano di nuovo sott’acqua nel caso di nuova esondazione dell’Idice è stata studiata una soluzione progettuale ad hoc che consiste nell’innalzamento della massicciata rispetto all’attuale piano di campagna

Gli interventi post alluvione della Protezione civileEscavatore al lavoro sulla falla dell'Idice a Budrio (Bo)

L’assessora Priolo ha ricapitolato il quadro degli interventi post-alluvione nel comune di Budrio, finanziati con 13,3 milioni di euro di risorse nazionali.

Altri lavori hanno interessato il torrente Quaterna, mentre il Consorzio della Bonifica Renana è intervenuto per la pulizia, il risezionamento e la ripresa di frane sui canali consortili a Vedrana, Selva Malvezzi e in altre località circostanti. Inoltre, sono stati rifatti ponticelli su canali esistenti, eseguite risagomature di fossi e ripristino di strade bianche, oltre alla raccolta e smaltimento di rifiuti, detriti e carcasse di animali morti. Ricostruito anche un breve tratto della strada provinciale 6 “Zenzalino”.

Sistema SCMT: lo stato dell’arte della rete ferroviaria regionale

Oltre alla linea Bologna-Portomaggiore Fer sta procedendo con il piano di attrezzaggio del sistema SCMT dell’intera rete regionale per garantire condizioni di massima sicurezza per la circolazione dei treni. Allo stato attuale il SCMT è attivo per intero su tre linee (Casalecchio-Vignola, Reggio Emilia-Ciano d’Enza, Parma-Suzzara), oltre che sulla tratta Bagnolo-Reggio-Emilia della Reggio Emilia-Guastalla e nelle tratte d’ingresso alle stazioni. Nel complesso sono quindi già attrezzati circa 170 chilometri di linea, pari al 47% dell’intera rete.

Entro il 2020 sarà completato l’intervento sulla Suzzara-Ferrara (ulteriori 45 chilometri), compreso l’adeguamento dei passaggi a livello e il rifacimento di tutti gli impianti di segnalamento delle stazioni.  L’adeguamento delle restanti linee (Reggio Emilia-Guastalla, Reggio Emilia-Sassuolo, Modena Sassuolo e Ferrara Codigoro), incluso l’upgrade tecnologico degli impianti di sicurezza e segnalamento, è programmato entro la fine del 2021.

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pubblicato il 2020/09/07 13:46:55 GMT+1 ultima modifica 2020-09-07T13:46:55+01:00

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