martedì,  26 maggio 2020

Sostenere il cinema dopo il lockdown: dalla Regione 1,2 milioni di euro per 17 produzioni in Emilia-Romagna

Fra i progetti, un'opera tv su Lucio Dalla, confermati Summertime e Coliandro. Felicori: “Segnale importante per la ripresa”. A luglio 2a chiamata del bando

Pietro Marcello L’annuncio della seconda stagione in Emilia-Romagna per la serie originale italiana Netflix prodotta da Cattleya “Summertime”, accanto alla serie Rai sull’Ispettore Coliandro e film di registi del calibro di Pupi Avati, fino a progetti d’animazione come quello dedicato a Pinocchio e un’opera televisiva su Lucio Dalla

Regione Emilia-Romagna in prima linea per favorire il rilancio del settore cinematografico, dopo il lockdown dovuto al coronavirus. Forte dei recenti successi delle produzioni sostenute finora, la Regione continua a investire attraverso il Fondo per l’Audiovisivo gestito dall’Emilia-Romagna Film Commission in produzioni di qualità, realizzate in parte o toto sul territorio regionale, promuovendo al contempo le maestranze del settore e offrendo visibilità alle location emilianoromagnole. 

 Sono 17 i progetti cinematografici sostenuti nel 2020 dal Fondo Audiovisivo regionale, con la prima chiamata dei bandi rivolti alle produzioni regionali, nazionali e internazionali: 7 documentari, 5 opere televisive, 3 lungometraggi, 2 corti. Il contributo regionale complessivo è di 1.200.867 euro, a fronte di una spesa ammessa di 6.734.505 euro. E grazie alle risorse aggiuntive messe a disposizione dalla Giunta regionale per il settore della cultura, anche il cinema potrà aumentare il budget inizialmente previsto per il 2020, in parte utilizzato già per questa call e in parte a disposizione per la seconda.

La seconda finestra dei bandi si aprirà il 1 luglio, e sarà possibile candidare i progetti al contributo fino al 31 dello stesso mese. 

I progetti del Bando nazionale e internazionale

La prima call ha portato al sostegno di 4 serie televisive, 2 lungometraggi e 3 documentari, per un totale di 851.796 euro finanziati. Per quanto riguarda progetti e soggetti, si anticipa il ritorno di

Cattleya in Riviera Adriatica per l’attesissima seconda stagione di Summertime, la serie originale italiana Netflix di successo ispirata all’opera letteraria “Tre metri sopra il cielo” di Federico Moccia. Palomar è invece nuovamente operativa a Reggio Emilia con un ambizioso progetto di animazione dedicato a Pinocchio, mentre Pupi Avati sarà alla regia di Lei mi parla ancora, ispirato all’omonimo libro di Giuseppe Sgarbi, padre di Elisabetta e Vittorio. 

Si rinnova inoltre il rapporto tra L’Ispettore Coliandro, Bologna e i Manetti Bros, operativi in città e anche nel piacentino come produttori con l’originale commedia mistery Il mostro della cripta. I set coinvolgeranno infine altri luoghi situati in tutto il territorio regionale, come Modena, Ferrara e provincia, la bassa reggiana e la riviera romagnola. 

I progetti del Bando regionale

L’Emilia-Romagna si conferma terra del documentario con 4 progetti sostenuti. La sessione del bando ha ammesso al contributo anche 2 cortometraggi, 1 serie televisiva e 1 lungometraggio, per un totale di 349.070 euro concessi. Le opere, spesso intrecciate con protagonisti e vicende del territorio, toccheranno tematiche legate al sociale, al terrorismo e al confronto tra culture. Tra queste segnaliamo l’arrivo in regione di Pietro Marcello alla regia dell’opera televisiva Lucio Dalla, della bolognese Ibc Movie e Il giocatore, opera prima del documentarista Marco Santarelli che esordisce con un lungometraggio prodotto da The Film Club di Simone Gattoni. Le location individuate dalle produzioni sono al momento situate a Bologna e il suo Appennino, Reggio Emilia e provincia, Ferrara, Modena, Parma e province, il forlivese e Ravenna.

I titoli ammessi al contributo sono stati selezionati da un nucleo di valutazione formato da Fabio Abagnato (responsabile Emilia-Romagna Film Commission), Guglielmo Pescatore (professore ordinario di Culture dell’intrattenimento e di Economia e Marketing dei media all’Università di Bologna), Barbara Busi (coordinatore e manager settore delle industrie culturali e creative di ARTER - Bologna), che ha operato valutando la qualità e originalità del progetto, l’impatto economico e la valorizzazione territoriale, la sostenibilità finanziaria e la solidità produttiva, l’innovazione e la strategia di marketing.

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pubblicato il 2020/05/26 14:58:09 GMT+2 ultima modifica 2020-05-26T15:21:36+02:00

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