Agenda 2020-2021: le priorità

Il documento definisce le priorità sulle quali lavorare per la piena ripresa del Paese. Eccone una sintesi.

Sanità. Abbiamo un servizio sanitario che, pur con tutti i limiti, è fra i più efficienti d’Europa. Ricordiamolo sempre, non solo quando assistiamo ad una capacità di flessibilità che non ha eguali, come è stata quella che ha caratterizzato l’attività di medici, infermieri e operatori sanitari durante le drammatiche ore delle prime settimane dell’emergenza. Ma possiamo fare di più, rafforzando la rete territoriale ed integrandola meglio con quella ospedaliera. E possiamo fare di più lavorando su un grande piano di investimenti per l’edilizia sanitaria e per una nuova stagione di assunzioni di personale.

Lavoro. E’ il fronte più delicato perché la crescita dei comparti del digitale e dell’automazione non compensa il decremento occupazionale dei settori industriali più tradizionali. Occorre riprogrammare il sistema delle politiche attive del lavoro. In questo contesto, può risultare utile un ruolo proattivo delle Regioni nella definizione ed attuazione di interventi per l’inserimento e il reinserimento lavorativo delle persone, ripensando anche l’attuale sistema di protezione del reddito.

Scuola. E’ il tema centrale: un Paese cresce davvero se sa investire nel sistema scolastico, universitario ed educativo. La peggiore miopia di cui potremmo soffrire in questo momento è quella che ci dovesse portare a non investire a sufficienza sull’istruzione. E’ dalla scuola che dobbiamo ripartire, per questo ci siamo impegnati affinché l’anno scolastico si avvii regolarmente il prossimo 14 settembre con gli alunni in presenza. Per questo stiamo lavorando con il Governo perché si aprano tutti i cantieri e si acquistino tutte gli apparati necessari per modernizzare l’edilizia scolastica.

Welfare. Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali, oltre a piani pluriennali su politiche sociali, contrasto alla povertà, non autosufficienza.

Ambiente. Mobilità sostenibile, politiche di prevenzione del dissesto idrogeologico, scelte di sostenibilità ambientale e sociale, agganciando gli obiettivi del Green Deal europeo e di Agenda 2030.

Infrastrutture. Riattivare subito i cantieri delle grandi opere, completare con celerità la ricostruzione dei territori colpiti dai terremoti, lavorare sulle grandi vie di collegamento. Ma va fatto con il concorso attivo delle Regioni. Inoltre, l’emergenza Covid-19 ci ha mostrato l’esistenza di un vero e proprio “diritto alla cittadinanza digitale” e fra le infrastrutture c’è l’urgenza di modernizzare e accelerare quelle digitali. Sotto questo profilo ci preoccupano, ad esempio, i ritardi nello sviluppo della banda ultralarga.

Ma i temi toccati nel documento sono molti altri: dal turismo allo sport, dall’agroalimentare alla biodiversità, dalla prevenzione alla difesa del Made in Italy, fino al recente “Patto per l’export”.

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pubblicato il 2020/08/04 17:39:30 GMT+2 ultima modifica 2020-08-04T17:39:31+02:00

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