venerdì,  25 ottobre 2019

Vendemmia 2019, meno vino ma di eccellente qualità

L'assessore Caselli: "Stiamo mettendo in campo ingenti risorse per rafforzare l'immagine delle nostre etichette sui mercati". Rese diminuite in media del 20-25% sul 2018

vendemmia caselli 25 ottobre 2019La quantità è minore, ma la qualità è ottima. È quanto emerge dalle prime valutazioni sui risultati della vendemmia 2019 nelle principali aree produttive regionali, dai colli piacentini alla Romagna, a pochi giorni della conclusione della campagna di raccolta delle uve.

Sulla base delle stime provvisorie elaborate dall’assessorato regionale all’Agricoltura, che ha interpellato al riguardo i maggiori gruppi cooperativi e le principali aziende vitivinicole private, l’annata 2019 ha fatto registrare un calo nella produzione di uva che oscilla in media tra il 20 e il 25% in meno rispetto al 2018, che era stato però un anno con un raccolto molto abbondante. A conti fatti, la produzione totale di uva dovrebbe pertanto aggirarsi sugli 8 milioni di quintali, contro i 10,3 milioni della scorsa campagna, che si sono poi “convertiti” in 7,35 milioni di ettolitri di vino.

Il calo produttivo si è tuttavia distribuito in maniera abbastanza disomogenea sul territorio regionale. Così mentre la Romagna accusa un calo delle rese tra il 25% e il 32%, più accentuato per le uve rosse, l’area emiliana che comprende bolognese, modenese e reggiano contiene la flessione nel 15% in meno, tuttavia assai più marcata nel caso dei vitigni a bacca bianca, leggi Pignoletto. Infine spostandosi più ad ovest, l’area Piacenza-Parma registra una diminuzione delle rese del 20%, a causa soprattutto del freddo primaverile e, in parte, anche per i danni provocati nelle vigne dalle violente grandinate dell’estate scorsa.

 

Gli incontri di presentazione 

Il primo, parziale, consuntivo dell’ultima vendemmia e gli interventi messi in campo dalla Regione a favore del settore vitivinicolo sono stati al centro oggi pomeriggio di un incontro tra l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, e i rappresentanti delle associazioni agricole, dei consorzi vini e delle principali organizzazioni produttori. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con Enoteca regionale e le due sezioni emiliana e romagnola dell’Associazione italiana sommelier, è stata ospitata nella storica azienda vitivinicola “Poderi dei Nespoli”, situata a Civitella di Romagna (FC), tra le colline della Val Bidente, e che proprio quest’anno ha festeggiato 90 anni dalla nascita. Un secondo appuntamento sul tema, sempre con l’assessore Caselli, sarà ospitato dopodomani 28 ottobre, alle ore 11, dall’azienda vitivinicola Torre Fornello, a Ziano Piacentino (Pc).  


L’andamento della campagna 2019   vino bottiglie enologia

Ripercorrendo l’andamento dell’annata 2019, la maturazione più lenta ed equilibrata degli acini, le piogge di maggio e le forti escusioni termiche tra giorno e notte hanno consentito di produrre uve molto più profumate che negli anni scorsi. In più il bel tempo in ottobre ha aiutato non poco le varietà tardive. Risultato: le uve raccolte presentano in generale un tenore zuccherino inferiore in media di un grado rispetto al 2018, ma spesso un buon grado di acidità, in particolare per i Lambruschi e le uve a bacca bianca romagnole e piacentine. Molto soddisfacente anche l’aspetto sanitario delle uve; in particolare quest’anno si è registrato un netto contenimento dei danni da cocciniglia, grazie al lancio di insetti antagonisti su circa 1.800 ettari di vigneto nel modenese e nel reggiano.

Tornando ai risultati quantitativi nelle principali macro-aree regionali, in Romagna il calo produttivo ha interessato sia le zone collinari, sia la pianura. In Emilia ad accusare il colpo sono stati soprattutto i vitigni a bacca bianca, mentre si sono difesi meglio quelli a bassa rossa come i Lambruschi, che rappresentano circa il 65% della superfice coltivata a vite nell’area in questione. Per finire nella zona Piacenza-Parma a fare le spese delle grandinate estive è stata soprattutto la
Val d’Arda

In Emilia-Romagna la superficie coltivata a vite al 31 luglio scorso si estendeva su oltre 51.420 ettari, 580 in più rispetto all’anno prima. Un dato che consente alla nostra regione di restare nella top ten delle principali regioni viticole italuane, dopo Sicilia (circa 97.000 ettari), Veneto (94.300), Puglia (88.400)  e Toscana (60.500 ettari). I vitigni più diffusi in Emilia-Romagna sono il Trebbiano Romangolo (15.200 ettari), seguito dal Sangiovese (6.645), Lambrusco Salamino  (5.100), Lancellotta (4.480), e Pignoletto (circa 2.410 ettari).

Approfondimenti

Azioni sul documento

pubblicato il 2019/10/25 17:34:11 GMT+2 ultima modifica 2019-10-25T17:34:11+02:00

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi ?

Piè di pagina