Scheda: Una regione che pedala

Con una quota di spostamenti sulle due ruote doppia rispetto al resto d’Italia - 10% contro una media nazionale del 5% - l’Emilia-Romagna è tra le Regioni più virtuose nel campo della mobilità ciclistica e punta con decisione a rafforzare questo primato. Negli ultimi tempi, grazie alla spinta decisiva della legge regionale sullo sviluppo della ciclo-pedonalità - la n. 10/2017- varata all’unanimità dall’Assemblea legislativa due anni fa, si è registrato un significativo incremento dei percorsi ciclabili in tutti gli ambiti, urbani ed extraurbani. Anche nell’ambito della realizzazione di alcune ciclovie regionali (Destra Po, Adriatica, Francigena, Sole, Emilia), sono proseguiti gli interventi da parte di enti territoriali (Comuni, Province, Città Metropolitana di Bologna), per una rete regionale di piste ciclabili che, comprese quelle urbane, ha ormai raggiunto la lunghezza complessiva di 1.120 chilometri su un totale di 3800 km di rete regionale pianificata.

Nel corso degli anni, inoltre, sono aumentati i chilometri di piste ciclabili realizzate nei 13 comuni con popolazione superiore ai 50mila abitanti, passati a oltre 1.500 nel 2017. 

A proposito di integrazione treno-bici, va ricordato che la Regione da tempo eroga un contributo di 100 euro ai pendolari per incentivare l’acquisto di una bici pieghevole da portare gratuitamente in carrozza, favorendo così gli spostamenti su due ruote anche in città diverse da quelle di residenza.

Linee guida della ciclabilità

Sono state inoltre predisposte le “Linee guida per il sistema di ciclabilità regionale” previste anche dalla legge regionale n.10/2017 e in coordinamento con il Progetto europeo “Prepair” per integrare la pianificazione della rete ciclabile di scala regionale, sia in termini d’infrastruttura, di poli collegati, di servizi e di segnaletica.

Da settembre 2019 sono partiti interventi delle associazioni di settore, finanziati con bando regionale da 80 mila euro per l’attuazione di progetti per la mobilità ciclabile e l’intermobilità bici-treno.

 

Gli obiettivi della legge sulla mobilità ciclistica    

La parola d’ordine della nuova legge regionale sulla ciclabilità, varata nella scia del protocollo di intesa siglato nel 2015 dalla Regione con le principali associazioni di settore (Fiab, Legambiente, Uisp, Wwf), è incentivare l’uso della bicicletta in primo luogo offrendo sostegno finanziario alla realizzazione di nuove ciclovie e alla messa in sicurezza dei tratti esistenti, oltre alla nascita di strutture ad hoc come velostazioni e parcheggi per fornire adeguati servizi (deposito, noleggio, riparazione) per agevolare l’intermodalità con i mezzi di trasporto pubblico, in particolare  a supporto dell’integrazione treno + bici.  Tra gli altri obiettivi figurano il dimezzamento delle vittime sulle strade e la predisposizione di appositi spazi per il deposito biciclette negli edifici residenziali e nei luoghi di lavoro. E per ogni nuova strada è prevista una nuova ciclabile, anche non adiacente. Infine, la nuova legge punta alla creazione di una rete di grandi ciclovie regionali, integrate con i maggiori itinerari ciclo-turistici europei.

 

Le grandi ciclovie turistiche 

5 milioni di euro sono stati assegnati dal ministero dell’Ambiente e andranno a finanziare la costruzione del primo tratto di 46 chilometri in Emilia-Romagna della Ciclovia del Sole, un itinerario di 670 chilometri complessivi inserito nella direttrice europea Eurovelo da Capo Nord a Malta, che vede la Regione nel ruolo di soggetto capofila, accanto a Lombardia, Veneto e Toscana.

Il percorso di questo tratto correrà lungo il tracciato della vecchia ferrovia dismessa Bologna-Verona, con la possibilità di usufruire dell’interscambio intermodale con il sistema ferroviario regionale, per risalire poi lungo la valle del Reno fino al confine toscano. I lavori, affidati alla Città Metropolitana di Bologna, sono partiti nel 2018 e termineranno a giugno 2020. Parallelamente, il ministero delle Infrastrutture ha già assegnato ulteriori 16 milioni di euro per la realizzazione dei tratti prioritari dell’intero tracciato.  Oltre alla Ciclovia del Sole, sono due le altri grandi “rotte” turistiche nazionali in procinto di decollare che attraverseranno il territorio regionale. Da un lato la ciclovia Vento, che collega Torino a Venezia dopo un percorso complessivo di oltre 700 chilometri, tocca importanti città d’arte e borghi tipici e  si integra con la ciclovia regionale già esistente Destra Po. Ad aprile 2019 è stato completato il progetto di fattibilità tecnico-economico. Dall’altro, la terza ciclovia nazionale che toccherà il territorio dell’Emilia-Romagna è l’Adriatica, da Venezia al Gargano per un tracciato di oltre 700 chilometri che attraversa anche i territori di Veneto, Marche (capofila), Abruzzo, Basilicata e Puglia. A breve è prevista l’elaborazione del progetto di fattibilità tecnico-economica delle sei Regioni interessate per avviare l’esecuzione dell’itinerario di grande valenza turistica anche per l’Emilia-Romagna, poiché si sviluppa nel corridoio a ridosso della Riviera adriatica e si collega a nord con la Ciclovia del Vento.  

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pubblicato il 2019/10/29 17:57:39 GMT+2 ultima modifica 2019-10-29T17:57:39+02:00

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