L'iter per la realizzazione della Cassa del Baganza

L'iter per la realizzazione di una Cassa di espansione per il torrente Baganza, a sud della città, parte all'indomani dell'alluvione che ha interessato il territorio parmense nell'ottobre 2014. Per completare il sistema di difesa del nodo idraulico Parma-Colorno appare evidente la necessità di un'opera di laminazione in grado di contenere le piene del corso d'acqua, da affiancare alla Cassa del torrente Parma inaugurata nel 2005. 
Nel 2015 AIPo ha quindi avviato un percorso partecipato aperto agli enti locali - Provincia di Parma, i Comuni di Parma, Felino, Sala Baganza e Collecchio - e a tutti i portatori di interesse e ha curato l'elaborazione della progettazione preliminare, arricchita dagli esiti della consultazione promossa in particolare dal punto di vista ambientale e approvata nel novembre dello stesso anno. 
Tra le differenti ipotesi passate al vaglio degli Enti tecnici e dei loro esperti (Regione Emilia-Romagna, Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po, Provincia di Parma, AIPo), è stato individuato il progetto e la collocazione dell'opera che meglio risponde alle esigenze di sicurezza ed efficienza idraulica per raccogliere le portate dell'intero bacino di monte, oltre che per ridurre l'impatto sul paesaggio e sul territorio. 
Grazie alla Regione Emilia-Romagna, l'opera è stata inserita dalla Struttura governativa di Missione "Italia Sicura" nel Piano Nazionale sul Dissesto Idrogeologico nel settembre 2015 per un importo di 55 milioni di euro, quale intervento determinante e improrogabile per la messa in sicurezza di vaste aree' urbanizzate e densamente infrastrutturale. 
È composta da uno sbarramento di regolazione, dotato di paratoie regolabili, e da due aree per la laminazione delle acque di piena. Le arginature si alzeranno con gradualità fino a un massimo di 16 m di altezza nel punto più a nord, a circa un chilometro e mezzo di distanza in direzione Parma. I profili arginali saranno arrotondati e coperti da superficie erbosa, integrandosi nel paesaggio come per altri fiumi della pianura. 
La cassa è del tipo "in linea", come quella del Parma, e permette quindi di modulare la portata da rilasciare a valle. La Valutazione impatto ambientale - avviata nel febbraio 2017 e terminata ad aprile 2018 - è stata improntata alla massima serietà e completezza, considerando tutti gli impatti su territorio, falda, ecosistemi terrestri e acquatici, vegetazione e paesaggio, in modo da rendere pienamente compatibile le esigenze di sicurezza idraulica con la sostenibilità dell'intervento.
Nel dicembre 2017 il progetto definitivo ha avuto anche il parere favorevole del Consiglio Superiore dei lavori pubblici e della Direzione dighe del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, a garanzia della adeguatezza costruttiva e dei dispositivi di controllo e manutenzione rigorosi e tecnologicamente avanzati di cui la Cassa sarà dotata. 
In agosto 2018 sono quindi diventate operative le risorse statali per 55 milioni di euro promesse tre anni prima e si è avviata la progettazione definitiva, permettendo l'approvazione del Progetto definitivo e l'avvio della gara di progettazione esecutiva. 
Nel frattempo, due appositi decreti del Presidente della Regione hanno permesso di avviare le procedure di adeguamento degli strumenti urbanistici comunali e di esproprio dei terreni, che si concluderanno a giugno. Nei giorni scorsi, il 25 marzo, il Presidente ha firmato un ultimo decreto che garantisce tempi più celeri e procedure amministrative semplificate per garantire rapidità nell'iter di realizzazione dell'intervento.

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pubblicato il 2019/03/27 19:03:23 GMT+2 ultima modifica 2019-03-27T19:03:23+02:00

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