Il futuro del Centro Enea del Brasimone

Il futuro del Centro

Al centro del Brasimone in una prima fase verranno realizzate le infrastrutture dove sperimentare la possibilità di produrre radionuclidi mediante neutroni da fusione: i primi studi e le prime sperimentazioni sono già in via di realizzazione anche grazie ai finanziamenti in ambito Eurofusion. Successivamente si partirà con il primo prototipo di macchina (Sorgentina Rf) con l’obiettivo di arrivare a coprire fino ad un terzo del fabbisogno mondiale di radionuclidi come il Tecnezio 99 con il quale vengono effettuate circa 30 milioni di Spect (Single photon emission computed tomography, Tomografia ad emissione di fotone singolo,) all’anno, per un valore stimato di otto miliardi di dollari.

Oltre che alle tecnologie per i radiofarmaci, verranno sviluppati specifici progetti collegati al reattore a fusione Demo e alla Divertor Tokamak Test Facility, il grande polo scientifico tecnologico che dovrà dare risposte a diverse problematiche del processo di fusione.

In stretto coordinamento con le Regioni Emilia-Romagna e Toscana e gli enti locali territoriali saranno ricercate collaborazioni per lo sviluppo di progetti di ricerca e di avanzamento tecnologici, con un gioco di squadra che faciliti, si legge nell'intesa, “l'accesso a fondi pubblici nazionali, europei e internazionali per la ricerca, incluse opportunità provenienti, anche sulla più ampia scala internazionale, da fonti private e accordi e collaborazioni scientifiche con Università e centri di ricerca e imprese di alta tecnologia per definire le modalità per offrire ospitalità a gruppi di ricerca, sedi di centri di ricerca e insediamenti industriali di carattere scientifico e tecnologico”.

L'intesa punta a trasformare il Centro Enea del Brasimone in una cittadella della ricerca, attiva in svariati settori per attrarre studiosi da tutto il mondo coinvolgendo organismi scientifici delle due regioni e interessando i sistemi produttivi dei relativi territori. Per arrivare a questo obiettivo, gli enti interessati, in collaborazione con le Città metropolitane di Bologna e Firenze e con le Unioni dei Comuni dell’Appennino Bolognese e l’Unione dei Comuni della Val di Bisenzio, valuteranno interventi di potenziamento della dotazione infrastrutturale logistica e telematica che possano creare condizioni ulteriormente favorevoli allo sviluppo del Centro stesso e dei territori circostanti.

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pubblicato il 2019/01/15 12:12:33 GMT+2 ultima modifica 2019-01-15T12:12:33+02:00

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