Sezioni

Gli ambiti di intervento

Salute

L’Emilia-Romagna riconosce la dimensione di genere nell’affrontare le questioni sanitarie, delle cure, della prevenzione e dei comportamenti sociali a rischio, promuovendo i fattori che influiscono positivamente sulla salute delle donne e, quindi, collettiva. Tra le varie azioni ha messo in campo sistemi di prevenzione e programmi di screening oncologici e di patologie femminili tra i più efficaci tra i Sistemi sanitari regionali italiani. Le risorse dedicate sono stimate in 17 milioni di euro. Ad esempio lo screening mammografico in Emilia-Romagna mostra valori di copertura tra i più elevati: 76% per le donne in fascia di età 45-74 anni. Inoltre, la Regione promuove interventi per l’accompagnare la donna in tutto il percorso della gravidanza: per i consultori e le pediatrie di comunità investe circa 75 milioni di euro.

Anche nel Piano sociale sanitario regionale 2017-2019 si è data importanza allo sviluppare la dimensione di genere con particolare attenzione alla prevenzione e a cure mediche di qualità, e l’impegno verso una medicina di genere.

Molto importante la rete degli interventi e servizi finanziati con il Fondo regionale per la non autosufficienza (Frna) per aiutare e sostenere non solo direttamente le persone non autosufficienti, ma anche supportare le loro famiglie e chi si prende cura di queste persone, i cosiddetti caregiver.

Welfare e conciliazione

La Regione Emilia-Romagna si è sempre distinta sulle tematiche della conciliazione. Tra le varie azioni, oltre allo storico impegno sui servizi educativi per l’infanzia (0-6 anni) con un investimento di circa 11 milioni annui, per il prossimo biennio verranno utilizzati 13 milioni del Fondo sociale europeo per garantire una maggiore partecipazione degli alunni ai servizi e alle iniziative estive, assegnando contributi alle famiglie per l’abbattere le rette di frequenza.

Lavoro

Nel triennio 2015-2017 si è registrata una ripresa del tasso di occupazione femminile (dal 59,5% del 2° trimestre 2015 è salito al 62,5% del 2° trimestre 2017) tanto che nel terzo trimestre del 2017 l’Emilia-Romagna ha fatto registrare il secondo migliore tasso di occupazione femminile del Paese dopo il Trentino Alto Adige. Le imprese gestite da donne sono oltre 85mila (21% del totale).
Nell’ambito della strategia di realizzazione del Por Fesr 2014-2020, il processo di diffusione dell’imprenditorialità femminile è sostenuto attraverso l’introduzione di meccanismi di premialità su diversi bandi per l’avvio d’impresa, di progetti di ricerca, di servizi innovativi per le Pmi e start-up innovative. Nel triennio 2015-2017 con le misure indicate sono state utilizzate risorse per più di 8 milioni di euro.
Nel Piano di sviluppo rurale 2014-2020, alcuni bandi sono dedicati ai titolari di genere femminile degli specifici punteggi.

Partecipazione delle donne alla vita pubblica

La percentuale di donne elette nell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna è passata dal 22% del 2010 al 34% del 2014: oggi è del 32%. A livello nazionale secondo una indagine della Commissione I della Camera dei Deputati, risulta che nelle società partecipate la presenza femminile nei consigli di amministrazione è mediamente del 32%, mentre solo il 18% dei presidenti è donna. I dati dell’Emilia-Romagna evidenziano che nei Cda le donne sono il 36% e le presidenti il 35%.

Contrasto alla violenza contro le donne

Al 30 giugno 2017, sono 19 i Centri antiviolenza presenti in regione e 35 le case rifugio per una capacità ricettiva complessiva di 215 posti letto. Circa 3 milioni di euro sono stati destinati nel 2017 all'istituzione di nuovi centri antiviolenza e di nuove case rifugio al sostegno di case e centri già esistenti, a progetti finalizzati all’autonomia abitativa per le donne vittime di violenza, a un progetto formativo che nel biennio 2017-2018 coinvolgerà il personale della rete dei Pronti Soccorso e dei servizi territoriali sociali e sanitari, a interventi per il trattamento di uomini maltrattanti.
Con il “Progetto Oltre la Strada” la Regione - nel 2017 spesi 2,8 milioni euro - promuove e coordina, dal 1996, una rete di Enti locali e soggetti del Terzo settore impegnati nell’assistenza a vittime di tratta di essere umani e grave sfruttamento nonché alla prevenzione socio-sanitaria rivolta a persone coinvolte nei mercati della prostituzione. Con questo progetto vengono assistono e tutelano mille persone, 80% donne.

Contrasto agli stereotipi e promozione di una cultura di genere

Anche quest’anno la Regione assegnerà contributi, per 1 milioni di euro, a enti locali e associazioni del privato sociale al fine di supportare le azioni che promuovano la diffusione di una cultura della parità e il contrasto agli stereotipi di genere. Uscirà a breve la graduatoria dei progetti finanziati.
Rispetto allo scorso anno sono aumentati i progetti che riguardano le pari opportunità nello sport. Attraverso il bando sono stati finanziati molti progetti per contrastare stereotipi e discriminazioni e migliorare la capacità di presa in carico da parte di operatori pubblici e privati delle donne che si trovano a rischio di emarginazione sociale. Si aggiungono iniziative culturali di promozione e valorizzazione del ruolo femminile sostenute dall’Assessorato alla Cultura e dall’Istituto regionale beni culturali (Ibacn).

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pubblicato il 2018/03/06 14:31:38 GMT+2 ultima modifica 2018-03-06T14:31:38+02:00

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