giovedì,  26 luglio 2018

Trapianti, donazione di organi a cuore non battente: al via il progetto della Regione

Il Bufalini di Cesena sarà la sede promotrice. Venturi: "Procedure complesse, indice di qualità clinica e organizzativa dei nostri ospedali"

Bisturi, operazione, chirurgiaDonazione di organi non solo in seguito all’accertamento di morte encefalica, con criteri neurologici, ma anche a cuore non battente, secondo criteri cardiologici. Dopo le prime esperienze già avvenute in Emilia-Romagna, la Giunta ha dato il via libera al progetto “Donazione di organi a cuore non battente” (DCD, Deceased after Cardiac Death) della Regione - che lo finanzierà con circa 300mila euro annui - individuando quale sede promotrice l’Ospedale Bufalini di Cesena (Azienda Usl della Romagna).

In questo modo, ci si allinea con gli obiettivi strategici del Programma nazionale Donazioni di organi 2017-2019 del Centro Nazionale Trapianti (approvato in Conferenza Stato-Regioni il 14 dicembre 2017), che intende proprio implementare questa tipologia di donazione.

Le prime esperienze di donazione a cuore fermo

Sia la donazione di organi e tessuti su persone di cui è stata accertata la morte con criteri neurologici (la cosiddetta morte encefalica), sia quella a cuore fermo, sono strettamente regolamentate dalla legge. L’accertamento del decesso con criteri cardiaci prevede infatti l’osservazione di un’assenza completa di attività cardiaca e di circolo di almeno 20 minuti (negli altri Paesi dell’Unione europea è ridotto tra i 5 e i 10 minuti). In passato, difficoltà di carattere organizzativo e tecnico hanno reso complesso il ricorso a questo tipo di donazione in Italia. Oggi, invece, le tecniche più avanzate applicate anche nei centri ospedalieri dell’Emilia-Romagna consentono di mantenere una buona qualità degli organi donati per tutto il tempo necessario all’espletamento delle procedure di accertamento del decesso, così come previsto dalla legge.

Lo sviluppo di programmi di donazione di organi in persone decedute per arresto cardiocircolatorio richiede l’implementazione di percorsi con un’organizzazione definita e strutturata, e una perfetta sinergia tra i diversi professionisti coinvolti.

Le prime donazioni a cuore fermo in Emilia-Romagna sono state effettuate dall’Azienda Ospedaliera-Universitaria Sant’Orsola-Malpighi di Bologna nel 2016, e gli organi sono stati trapianti dall’équipe della Chirurgia dei Trapianti. Complessivamente in regione, tra il 2016 e i primi sei mesi del 2018, sono stati trapiantati 34 organi (11 fegati, 23 reni) da 13 donatori a cuore non battente.

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pubblicato il 2018/07/26 15:15:51 GMT+2 ultima modifica 2018-07-26T15:15:51+02:00

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