Fondazione per le vittime dei reati

CNCA e Don Calabria organizzano un confronto sulla giustizia riparativa

Un incontro a Firenze l’8 ottobre 2019. Presente anche la nostra Fondazione

Già da alcuni anni il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (C.N.C.A.) e l’Istituto Don Calabria stanno sviluppando un percorso sui temi della giustizia riparativa, con una riflessione che prende le mosse da alcune esperienze attuate in vari contesti territoriali nell’ambito sociale, comunitario, scolastico e penale. I temi di interesse riguardano principalmente lo scenario di adozione della giustizia riparativa in Italia e le possibilità di un’azione integrata tra diversi enti in relazione agli spazi e ai temi di sviluppo della prospettiva riparativa.

In questo contesto hanno convocato un incontro di lavoro che si è svolto l’8 ottobre scorso a Firenze presso la Casa della Solidarietà San Paolino. Vi hanno partecipato magistrati, operatori di servizi di mediazione penale, di comunità e associazioni che operano con gli autori di reato o, invece, a fianco delle persone offese. Tra questi ultimi era stata invitata anche la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati che già nell’ottobre 2018, a Milano, aveva preso parte a un convegno del CNCA su queste tematiche.

La riflessione si è focalizzata sui punti di forza e di debolezza della giustizia riparativa in Italia soprattutto nell’ambito minorile, dove è maggiormente sperimentata, ricordando l’importanza di coinvolgere la comunità in percorsi di ricostruzione delle relazioni interrotte con il reato e ragionando sulle potenzialità e le caratteristiche di una nuova figura professionale, quella del facilitatore, i cui contorni sono ancora in via di definizione.

La Direttrice della Fondazione è intervenuta per rimarcare la necessità di servizi e interventi a favore delle vittime di reato che intervengano all’indomani del fatto violento e rispondano alle esigenze delle persone offese, del tutto indipendentemente dal processo penale in corso e dall’eventualità di un incontro diretto con l’autore del reato. Solo con una rete di sostegno a chi subisce violenza – indipendentemente dall’età e dal sesso della vittima, o dal tipo di reato subito – sarà possibile sfuggire al rischio di strumentalizzare la persona offesa nei percorsi di riparazione.

 

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pubblicato il 2019/10/28 15:13:40 GMT+2 ultima modifica 2019-10-28T15:13:40+02:00

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