Fondazione per le vittime dei reati

Approvate 4 nuove istanze dalla Fondazione e-r per le vittime dei reati

Aiutate vittime di omicidio, rapina e maltrattamenti in famiglia nelle province di Modena e Ravenna

Prosegue l’impegno della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati a favore di chi subisce gravi violenze. Il 10 luglio scorso il Comitato dei Garanti si è riunito per analizzare 5 istanze di cui 4 approvate, nelle province di Modena e Ravenna, mentre per una è stato richiesto un approfondimento istruttorio. Salgono così a oltre 120mila Euro i fondi impegnati nel corso del 2019 in risposta a un totale di 18 istanze, per aiutare 41 persone di cui 23 minorenni e 17 donne.

In questa ultima sessione di lavoro un sostegno è stato approvato a favore dei figli minorenni di Ghizlan El Hadraoui, la donna marocchina di 37 anni il cui corpo è stato ritrovato nel febbraio scorso. I due ragazzi sono sotto la tutela del Comune di Modena mentre il papà è in carcere, accusato di omicidio. L’aiuto della Fondazione dovrà essere impiegato per incrementare gli aiuti che già l’Ente locale è tenuto a riconoscere.

Ancora dal modenese, e precisamente dal Sindaco di Mirandola, giungeva una richiesta di intervento per i familiari di Marta Goldoni e Yaroslava Kryvoruchko, le due donne uccise durante l’incendio doloso che nella notte tra il 20 e il 21 maggio scorso ha interessato il Comando di Polizia Municipale coinvolgendo i locali di servizio, siti al piano terra, ma anche le abitazioni poste ai piani superiori. Il Comune e la Fondazione si riservano di valutare eventuali, ulteriori aiuti per le altre famiglie coinvolte.

Un contributo è stato stanziato per Mattia Plisena e Rossella Setti, i due giovani carpigiani rapinati da un gruppo di sconosciuti e sopravvissuti grazie al fatto che Rossella Setti è una ex campionessa di arti marziali. Il sostegno alle due vittime vuole essere un segnale di solidarietà e vicinanza dopo il grave reato subito.

L’ultimo intervento è stato rivolto ad una donna del ravennate che ha subito per anni i maltrattamenti del coniuge ed è ora al sicuro insieme ai due figli minorenni, mentre il partner è agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. La signora si sta inserendo gradualmente nel mondo del lavoro ma è in gravi difficoltà economiche, e il contributo della Fondazione sarà un sollievo per affrontare le spese essenziali in questo primo periodo fuori famiglia.

 

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pubblicato il 2019/07/16 18:52:00 GMT+1 ultima modifica 2019-07-16T19:10:53+01:00

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