Fondazione per le vittime dei reati

Molestato per anni da un “amico di famiglia”

Il risarcimento non arriverà mai. La Fondazione lo sostiene

Gli sono serviti anni per trovare il coraggio di denunciare. Per raccontare che da ragazzino è stato avvicinato da un “amico di famiglia” al quale i genitori lo affidavano con fiducia e per otto anni è stato soggiogato e costretto a subire attenzioni sessuali.

La querela riporta una descrizione minuziosa dei molteplici episodi di violenza, dalle iniziali lusinghe accompagnate da “lezioni di vita” e toccamenti inappropriati fino alla masturbazione reciproca e ai rapporti sessuali. I fatti si sarebbero interrotti alcuni anni or sono quando la madre del ragazzo ha assistito involontariamente a una scena di esibizionismo dell’abusante in presenza di alcuni adolescenti, le famiglie hanno smesso di frequentarsi e il giovane ha raccontato quello che aveva vissuto, spiegando di avere taciuto sotto la minaccia di violenze verso i familiari. I fatti sono stati poi denunciati.

La sentenza di primo grado ha condannato l’imputato e ha previsto una provvisionale di 30mila Euro oltre alle spese processuali, riservando alla sede civile il computo del vero e proprio risarcimento. Qualsiasi ristoro sarà difficile da ottenere, pare che il condannato abbia venduto ciò che possedeva e si dichiari nullatenente.

Nel paese continuano a vivere i familiari dell’imputato. Il ragazzo e i familiari tuttora incontrano la famiglia dell’abusante e subiscono offese e insulti, diretti e tramite social network.

Negli anni il giovane ha accusato un disagio psicologico e psichiatrico sempre più grave, con attacchi di panico, impossibilità di allontanarsi da casa per più di qualche centinaio di metri e uno “stato di psicosi sempre più ingravescente” per la quale è in cura presso uno specialista. È riuscito a completare gli studi ma non è in grado di lavorare e non se la sente di spostarsi. Tutta la sua vita sociale, affettiva, lavorativa è bloccata.

Il Sindaco del luogo ha richiesto l’intervento della Fondazione per sostenere almeno in parte le spese sanitarie e di psicoterapia affrontate dalla famiglia. Il Comitato dei Garanti ha deliberato un contributo in segno di solidarietà e vicinanza per il grave reato subito e per le terapie necessarie.

 

 

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pubblicato il 2018/12/30 01:18:31 GMT+2 ultima modifica 2018-12-30T01:18:31+02:00

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