Fondazione per le vittime dei reati

In audizione presso il Consiglio della Città Metropolitana di Bologna

Il territorio bolognese è quello che dal 2004 ad oggi ha ricevuto i maggiori aiuti, specie in tema di violenza domestica.

C’era anche la Fondazione e-r per le vittime dei reati all’ordine del giorno del Consiglio della Città Metropolitana di Bologna che si è riunito l’8 giugno scorso a Palazzo Malvezzi. Un breve intervento di Andrea Orlando, Capo di Gabinetto della Regione Emilia-Romagna, e della Direttrice della Fondazione per portare all’attenzione dei sindaci bolognesi quindici anni di impegno in favore delle vittime dei reati più gravi.

L’incontro è stato introdotto da Elisabetta Scalambra, consigliera delegata a Sviluppo sociale, Pari opportunità e Rapporti con il Consiglio metropolitano, che già aveva conosciuto il nostro organismo con la partecipazione a “La Fondazione si racconta”, la narrazione sviluppata dal Presidente Carlo Lucarelli il 20 aprile scorso.

L’audizione dell’8 giugno è stata occasione per riflettere sul valore della Fondazione e per invitare le Unioni e i Comuni a considerare la scelta di diventare soci aderenti. Ad oggi il territorio bolognese è quello che ha ricevuto gli aiuti più consistenti – 92 istanze sulle 310 finanziate dal 2004 ad oggi – ma soltanto Imola, oltre al capoluogo, ha aderito.

I quasi 700mila Euro di aiuti complessivamente erogati – a fronte di 185mila Euro versati dal capoluogo e, fino al 2015, dalla Provincia – hanno tuttavia raggiunto cittadini di tutto il territorio, con una particolare attenzione al tema della violenza di genere.

Oltre al capoluogo bolognese hanno presentato istanze, successivamente accolte, i comuni di Anzola dell’Emilia, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel San Pietro Terme, Castenaso, Crevalcore, Dozza, Galliera, Granarolo, Imola, Malalbergo, Monghidoro, Monterenzio, Monzuno, Ozzano, Pianoro, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, Savigno e Valsamoggia.

I loro rappresentanti stanno ora meditando sulla possibilità di rendersi parte attiva deliberando l’adesione come Comune o Unione, una scelta di responsabilità che già diversi enti locali hanno compiuto soprattutto nelle province di Modena e Parma.

 

Scopri come si può diventare soci aderenti o sostenitori

La narrazione di Carlo Lucarelli “La Fondazione si racconta”

 

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pubblicato il 2018/06/08 23:31:00 GMT+2 ultima modifica 2018-07-06T09:40:12+02:00

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