Fondazione per le vittime dei reati

Il sostegno alle vittime di reato: il Presidente Carlo Lucarelli racconta la Fondazione

Il 20 aprile prossimo, alle 10, in Regione. Un’occasione molto speciale per conoscere dall’interno il lavoro che svolgiamo. Invitati amministratori locali, operatori sociali e della giustizia.

Sarà il Presidente della Fondazione Carlo Lucarelli, il prossimo 20 aprile alle ore 10, presso la sala “20 maggio 2012” della Terza Torre, a raccontare il lavoro della Fondazione con una lunga narrazione, presentando alcuni dei casi sostenuti in questi anni e avvalendosi anche del contributo di amici scrittori, amministratori, persone offese incontrate dalla Fondazione.

L’incontro, che è promosso con il contributo essenziale della Regione Emilia-Romagna e si concluderà con l'intervento del suo Presidente, Stefano Bonaccini, è aperto a tutti gli interessati ma è mirato particolarmente ad amministratori, operatori sociali, forze dell’ordine e autorità giudiziarie, e poi soggetti del mondo produttivo, del terzo settore, università, scuola.

L’obiettivo è duplice: da un lato, promuovere l’ingresso di nuovi soci, siano essi Enti Locali che possono divenire soci aderenti, sia soggetti privati – università, scuole, aziende, banche, singoli cittadini – come sostenitori o donatori; dall'altro, far conoscere il nostro intervento a quanti sono più vicini alle vittime di reato, in modo che possano sollecitare i Sindaci ad attivare la Fondazione ogni volta che è necessario.

L’orizzonte verso il quale ci muoviamo è ambizioso quanto importante: nessuna vittima di gravi violenze resti sola, e sia sempre possibile offrire gli aiuti che occorrono, nei tempi che sono necessari.

Dall'ottobre 2004 la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati presta il suo aiuto a chi subisce gravi reati, cittadini dell’Emilia-Romagna o in ogni caso persone che vengono colpite nel territorio regionale. In centinaia di casi le vittime e i loro familiari sono state sostenute dopo omicidi consumati o tentati, rapine efferate, violenze sessuali, maltrattamenti in famiglia, abusi su persone minorenni, riuscendo così ad affrontare terapie mediche e psicologiche, a ricevere assistenza, ad assicurarsi migliori condizioni abitative, ad allontanarsi dall’aggressore ovvero – in poche parole – a riprendere fiato per ricominciare.

C’è ancora tempo, ma è meglio prendere in mano l’agenda. L’incontro del 20 aprile sarà un’occasione da non perdere!

 

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pubblicato il 2018/02/24 12:07:00 GMT+1 ultima modifica 2018-03-02T23:08:33+01:00

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