Fondazione per le vittime dei reati

Domande frequenti

Vorrei chiedere l’intervento della Fondazione: dove e a chi rivolgere la richiesta?

La persona che voglia ricorrere all’aiuto della Fondazione deve rivolgersi al Sindaco del Comune di residenza, o dal Sindaco del Comune dove è avvenuto il fatto criminoso.

Il Sindaco valuterà la situazione e, se riterrà, presenterà motivata richiesta alla Fondazione. Il Sindaco può assumere la decisione di chiedere l'intervento della Fondazione anche senza un’esplicita domanda della vittima o dei suoi familiari, per esempio nel caso di minori soli o per fatti noti all'opinione pubblica in quanto di estrema gravità. Deve in ogni caso relazionarsi con la vittima per l'attività istruttoria, direttamente o tramite i servizi e gli operatori del suo territorio. 

 

Chi decide sull´intervento della Fondazione e con quali tempi?

La decisione circa l’opportunità dell’intervento viene assunta dal Comitato dei Garanti della Fondazione che, effettuato un attento esame della richiesta, ne verifica la coerenza con le finalità dello Statuto e stabilisce modi e forme dell’aiuto. La decisione viene comunicata, in via formale, al Sindaco e il Direttore della Fondazione provvede ad attivare concretamente le forme di aiuto decise dal Comitato dei Garanti.

 

Quali sono i reati per i quali la Fondazione interviene?

La Fondazione interviene per offrire un sostegno immediato alle vittime dei reati più gravi, quelli che causano la morte o danni gravissimi alla persona o ai suoi familiari. Lo Statuto della Fondazione definisce gravissimi "i danni arrecati ai beni morali e materiali che costituiscono l´essenza stessa dell’essere umano, come la vita, l’integrità fisica, la libertà morale e sessuale".

In concreto i reati più frequenti che richiedono l'intervento della Fondazione sono: omicidi consumati o tentati, rapine particolarmente cruente, maltrattamenti familiari di particolare gravità, violenze sessuali su adulti o minorenni, lesioni gravissime. 

 

Quando può intervenire la Fondazione?

Sia quando il reato è compiuto nel territorio regionale, sia quando è avvenuto fuori da territorio regionale purché, in quest’ultimo caso, abbia come vittime cittadini emiliano-romagnoli.

 

La Fondazione interviene in favore di tutti i cittadini?

Interviene a favore di tutte le vittime – siano esse cittadini italiani o di altre nazionalità, compresi gli appartenenti alle Forze di Polizia nazionale e locale - quando il fatto sia avvenuto nel territorio regionale; interviene invece in favore dei soli cittadini residenti in Emilia-Romagna qualora il fatto sia accaduto fuori dal territorio regionale.

 

Quali sono le forme di aiuto della Fondazione?

L'intervento della Fondazione può essere, per esempio, volto:

  • al sostegno scolastico, per un certo periodo, ai figli della vittima;
  • a sostenere particolari cure mediche, psicologiche e d’assistenza;
  • a supportare le spese per l´affitto di casa per brevi periodi.

Consiste in una donazione una tantum che aiuti ad affrontare nell’immediato le difficoltà più urgenti. L’intervento non è mai definito a priori, ma calibrato nel concreto sui bisogni specifici della vittima o dei suoi familiari.

 

Cos’è la Fondazione Emiliano-Romagnola per le vittime dei reati?

Per volontà della Regione Emilia-Romagna, delle Province e dei Comuni capoluogo è sorta – il 12 ottobre 2004 – questa Fondazione allo scopo di fornire un sostegno immediato alle vittime dei reati più gravi - quelli che causano la morte o danni gravissimi alla persona – o dei loro familiari, compresi gli appartenenti alle forze di polizia nazionali e alla polizia locale, per non lasciarle sole ad affrontare il dolore e lo choc determinato da un grave crimine e lenire il trauma che ne deriva.

Sono Soci fondatori tutte le Province, tutti i Comuni capoluogo e la Regione Emilia-Romagna.

La Regione Emilia-Romagna - con la L.R. n. 24/2003 "Disciplina della polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza" - ha voluto questo strumento ritenendo che, di fronte ad emergenze drammatiche di persone e famiglie, fosse necessario mettere in campo uno strumento agile e rapido e che nel contempo mantenesse l’intervento nella sfera e nella responsabilità pubbliche.

 

Chi può far parte della Fondazione?

Possono essere soci aderenti gli enti locali singoli o associati. L’adesione comporta l’accettazione delle regole statutarie, la condivisione di finalità e scopi e un contributo annuale che viene stabilito di anno in anno dai Soci stessi riuniti in assemblea. Nell’Assemblea del 24 aprile 2015 i Soci hanno stabilito per i Comuni non capoluogo che intendessero aderire una quota sociale annua compresa tra i 500 e i 2.500 Euro.

Possono essere soci sostenitori le persone fisiche e le persone giuridiche pubbliche e private. L’adesione comporta l’accettazione delle regole statutarie, la condivisione di finalità e scopi e un contributo annuale non inferiore a 5.000 euro al fondo di gestione.

È comunque sempre possibile fare donazioni di qualunque importo sul nostro Conto corrente all’Iban: IT 08 P 02008 02416 000010328177.

 

Dove si trova la Fondazione?

La Fondazione ha sede a Bologna presso la Regione Emilia-Romagna. La sede operativa è in viale Aldo Moro n. 52, in locali della Regione concessi mediante convenzione con il Gabinetto della Giunta.

 

Di quanto dispone la Fondazione?

Il patrimonio originario della fondazione - di 470.000 euro - è costituito dai conferimenti in denaro effettuati dai soci fondatori all’atto della costituzione della Fondazione avvenuta il 12 ottobre 2004. Il fondo di gestione dell’ente è alimentato dalle quote annuali versate dai soci fondatori, dai soci aderenti e dai soci sostenitori e dalle donazioni.

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pubblicato il 2012/05/22 12:55:00 GMT+2 ultima modifica 2021-05-03T17:30:06+02:00

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