Fondazione per le vittime dei reati

La lettura scenica “I bambini non hanno sentito niente”

Nell’ambito del progetto “Noi, parti offese. Solidarietà in scena” è stata proposta in ogni città la lettura teatrale “I bambini non hanno sentito niente” come opportunità rivolta a tutta la cittadinanza di venire a contatto con storie di violenza intrafamiliare raccontate dall’interno, mettendo in luce il punto di vista dei bambini. Tutti i protagonisti si raccontano a un giudice invisibile, per questo in definitiva parlano con se stessi.

Nella prima parte si presenta una famiglia apparentemente simile a tante altre, una coppia con due bambini in età scolare. I genitori sono convocati al Tribunale per i Minorenni dopo una lite violenta che ha comportato l’intervento delle forze dell’ordine e, ascoltati singolarmente, cercano di spiegare ad un giudice invisibile ciò che sta accadendo tra le mura domestiche. Verranno richiamati a distanza di cinque anni – e in questo caso saranno ascoltati anche i due figli, nel frattempo cresciuti – per un bilancio sulla loro situazione.

La seconda parte del testo racconta invece una storia estrema. Uno dei tanti femminicidi che la cronaca ci riporta costantemente, sviscerato però attraverso le voci delle forze dell’ordine, dei familiari e dello stesso omicida, nel momento in cui spetta all’autorità giudiziaria minorile stabilire l’affidamento dei bambini orfani della mamma per mano del papà. Anche in questo caso, davanti a un giudice invisibile i personaggi raccontano a se stessi e al pubblico la loro esperienza umana.

La lettura è l’occasione per entrare nell’argomento della violenza nelle relazioni intime tenendo conto del punto di vista dei bambini, troppe volte messo da parte, e per ascoltare anche la voce degli uomini maltrattanti divisi tra elementi di consapevolezza e desiderio di sottrarsi alle proprie responsabilità. Apre inoltre un piccolo squarcio sui meccanismi con cui la giustizia interviene su situazioni familiari complesse.

La prima storia è frutto della fantasia dell’autrice, la seconda è ispirata a un femminicidio effettivamente avvenuto nella provincia bolognese nel 2013.

Il testo è di Elena Buccoliero, giudice onorario al Tribunale per i Minorenni di Bologna dal 2008 al 2019 oltre che direttore della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati dal 2014 al 2021. È stato messo in scena con le voci di Micaela Casalboni, Paolo Fronticelli, Paola Roscioli, Ida Strizzi e Fabio Mangolini. Quest’ultimo ha curato la regia insieme ad Andrea Paolucci.

Alcuni frammenti della lettura teatrale sono presenti nel documentario sul progetto “Noi, parti offese. Solidarietà in scena”.

 

Le date delle rappresentazioni:

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pubblicato il 2021/12/15 17:23:59 GMT+2 ultima modifica 2021-12-15T17:24:00+02:00

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