Fondazione per le vittime dei reati

La formazione degli operatori

Il progetto “Noi, parti offese. Solidarietà in scena” ha incluso una azione di sensibilizzazione verso gli operatori socio-sanitari e della giustizia per parlare delle necessità delle vittime di reato e far conoscere la Fondazione emiliano-romagnola come soggetto che si pone accanto a chi subisce violenze gravissime e eroga contributi volti a ridurre le conseguenze del reato.

Nel corso del progetto si sono svolti 6 incontri, almeno uno per ciascuna città coinvolta (Modena, Bologna, Piacenza, Parma, Ferrara e San Lazzaro di Savena). Ciascuno di essi è stato pensato in stretta collaborazione con i referenti locali del progetto e contestualizzato nel modo più opportuno per quella realtà.

A Modena (10 febbraio 2016) il Comune ha inserito la partecipazione della Fondazione in un corso piuttosto ampio, rivolto a operatori dei servizi, delle Forze dell’Ordine e del volontariato, centrato in modo specifico sull’accoglienza alle vittime. Ciò è stato possibile in quanto l’Amministrazione, oltre ad essere socia della Fondazione come del resto tutti i Comuni capoluogo dell’Emilia Romagna, sostiene da anni due esperienze di accoglienza alle vittime: gli sportelli “Nondasoli”, gestiti da volontari che offrono ascolto e vicinanza immediata ed hanno a loro disposizione un fondo comunale per interventi mirati in seguito a reati di lieve entità (es. riparare serrature forzate dai ladri, rifondere il denaro perso in uno scippo o in una truffa…), e l’azione delle associazioni di consumatori per reati che riguardano quella fascia di cittadini.

Il tema del sostegno alle vittime è stato centrale anche nella realtà di Parma (12 settembre 2016) dove, insieme alla Direttrice della Fondazione, sono intervenuti come relatori il Sindaco, la docente Chiara Scivoletto che all’Università di Parma insegna Sociologia della devianza e vittimologia, e Roberto Frati, che in un comune del parmense ha subito una gravissima rapina ed è stato in seguito sostenuto dalla Fondazione.

A Piacenza, Bologna e San Lazzaro si è parlato della Fondazione come interlocutore nei casi di violenza verso le donne e la lettura teatrale ha avuto luogo nella stessa giornata.

A Piacenza (11 aprile 2016) ciò è avvenuto in occasione di un importante convegno locale, “Chi lo chiama amore? La violenza di genere: un fenomeno complesso” (pdf909.34 KB) nel quale si sono succeduti gli interventi di diverse istituzioni impegnate contro la violenza verso donne e minori. È stata l’occasione per presentare la rete locale di contrasto al maltrattamento, approfondire i temi con i contributi di ricercatori universitari, far conoscere la realtà dei Centri di ascolto per uomini maltrattanti e dare uno spazio specifico alle difficoltà dei bambini, con l’intervento della presidente nazionale Cismai (Coordinamento Italiano Servizi contro il Maltrattamento e Abuso all’Infanzia) e del centro “Il Faro” di Bologna. In quel contesto l’impegno della Fondazione, come strumento di sostegno alle vittime di tutti i più gravi reati, è stato illustrato dalla Direttrice e da una rappresentanza degli studenti coinvolti nel gioco di ruolo.

A Bologna (3 maggio 2016) il seminario “La Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati come strumento di giustizia riparativa. Il caso della violenza contro le donne e i minori” (pdf252.88 KB) ha coniugato i due aspetti: come sostenere tutte le vittime di reato e le specifiche necessità delle donne maltrattate. Sono intervenuti come relatori, sul primo tema, la Direttrice della Fondazione e la prof.ssa Susanna Vezzadini dell’Università di Bologna, sul secondo un’avvocata storicamente impegnata contro la violenza alle donne e un’operatrice del Centro Antiviolenza.

Nella realtà di San Lazzaro l’intervento sulla Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati si è collocato nell’ambito di un consiglio comunale aperto, a tema sulla violenza di genere, indetto proprio il 25 novembre 2016. In quella sede diversi operatori – Servizio Sociale, Centro Antiviolenza, Udi, Polizia Municipale… – hanno presentato ai consiglieri il loro intervento nel settore, e con loro anche la Direttrice della Fondazione.

Ancora diversa l’esperienza di Ferrara, dove il Comune ha inserito nella Festa per la Legalità e la Responsabilità (ottobre 2016) un incontro sugli strumenti che la Regione Emilia-Romagna si è data in quest’ambito e lo ha rivolto particolarmente agli Enti Locali della provincia. Oggetto dell’incontro sono stati il Testo Unico per la Legalità di cui l’Emilia-Romagna, prima regione in Italia, si è dotata, sistematizzando e arricchendo la normativa in materia, e, appunto, la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati.

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pubblicato il 2021/12/15 17:24:00 GMT+2 ultima modifica 2021-12-15T17:24:00+02:00

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