Coronavirus: le misure in Emilia-Romagna

FUNGHI E TARTUFI

Icona domanda È possibile la raccolta di tartufi fuori dal territorio comunale?

L'attività di raccolta dei tartufi va distinta tra quella "professionale", quella "occasionale" effettuata "per integrazione al reddito" e quella "occasionale" di tipo amatoriale o per autoconsumo.

Nel dettaglio:

  • I titolari di partita IVA specifica (con codice ATECO 02.30.00 “raccolta di prodotti non legnosi del bosco”), che svolgono l’attività di raccolta dei tartufi come attività professionale principale possono infatti autocertificare il loro spostamento ai sensi dell’art. 2, comma 4., lett. b), del D.P.C.M. 3/11/2020 adducendo la causale “comprovati motivi di lavoro”, purché, in caso di controlli:
    • siano in possesso di tesserino di abilitazione alla raccolta dei tartufi in corso di validità;
    • abbiano copia dell’attestazione del versamento della tassa regionale dell'anno in corso.

  •  I soggetti non titolari di partita IVA specifica che effettuano l’attività di raccolta dei tartufi come attività “occasionale” per integrazione al reddito sono considerati comunque nello svolgimento di attività lavorativa e possono svolgere la loro attività anche al di fuori del territorio del Comune di residenza, purché, oltre ad esibire il tesserino di abilitazione alla raccolta dei tartufi in corso di validità e copia dell’attestazione del versamento della tassa regionale dell'anno in corso:
    • possano esibire copia dell’attestazione del versamento per sostituto d'imposta entro i 7.000 euro del modello F24 per l’anno in corso;
    • possano dimostrare documentalmente anche l’effettiva vendita del prodotto negli ultimi 12 mesi, come prova dell’effettiva integrazione del reddito.

  • Per i soggetti privi di Partita IVA, sprovvisti di attestazione di versamento sostitutivo con F24 e impossibilitati a fornire prova dell’effettiva vendita del prodotto, ma titolari di un permesso “occasionale” per la raccolta effettuata a carattere meramente “amatoriale” e/o per autoconsumo il D.P.C.M. 3/11/2020 non vieta in assoluto l’attività di raccolta dei tartufi, assimilabile in tal caso ad “attività sportiva” al pari della caccia. La classificazione attuale in Zona Arancione prevede il “divieto di entrare e uscire da una regione e da un comune diverso dal proprio salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili”, di conseguenza la raccolta del tartufo per queste persone è ammissibile, ma esclusivamente nel comune di residenza.

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pubblicato il 2020/11/18 13:29:29 GMT+1 ultima modifica 2020-11-18T13:29:29+01:00

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