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Università. Inaugurato il Terzo polo universitario reggiano: oltre 9 mila metri quadrati di aule e uffici, uno studentato e altrettanti di aree verdi, destinati a due mila tra studenti, docenti e personale amministrativo. Riqualificazione urbana e sostegno alla formazione in un progetto del valore di 7,7 milioni di euro

L’assessore Mammi: “Coinvolte le forze migliori della città e del territorio. Il progetto fa parte di una strategia condivisa di sostegno alla formazione, al sapere, ai giovani”. Nessun rallentamento dei lavori di ristrutturazione dell’ex seminario arcivescovile nonostante l’emergenza sanitaria. Collaborazione tra Istituzioni e partner privati. Dalla Regione 500 mila euro

21/11/2020 12:06

Bologna – Un grande investimento sull’università oltre che un’operazione di riqualificazione urbana.  È la nuova sede dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, che ha trovato casa nel palazzo completamente ristrutturato dell’ex seminario arcivescovile.

Da oggi a martedì 24 novembre, l’intero complesso sarà visitabile e aperto alla cittadinanza, sempre seguendo le normative di sicurezza legate alla pandemia.

Si tratta di 9 mila metri quadrati di aule e uffici e altrettanti di parco e aree verdi, destinati a due mila persone tra studenti, docenti e personale amministrativo. Complessivamente UniMoRe potrà contare su 114 nuovi uffici, 14 aule, 74 servizi, oltre 100 posti auto e 200 posti per le biciclette. Con l’ex seminario trasformato in università, la città di Reggio Emilia acquista il terzo polo dopo la sede di Palazzo Dossetti all’ex caserma Zucchi, e la riqualificazione del Campus San Lazzaro.

“È uno straordinario risultato- ha affermato l’assessore all’Agricoltura Alessio Mammi intervenendo in rappresentanza della Regione alla cerimonia-, che ha visto coinvolte le forze migliori della città e della provincia, e alla quale la Regione ha partecipato con un contributo di 500mila euro, nel solco di una strategia condivisa in tutto il territorio regionale di sostegno alla formazione, al sapere, ai giovani, e compiendo una grande operazione di rigenerazione urbana”.

“La nostra terra- prosegue Mammi - ha una caratteristica unica: sappiamo portare a termine i risultati con efficacia, e sappiamo farlo condividendo strategie e obiettivi. Fare, bene, insieme. Fare, perché davanti ai problemi cerchiamo soluzioni. Bene, perché amiamo la bellezza e l'appropriatezza. Insieme, perché è nella nostra identità emiliana”.

Mammi ha poi ringraziato il Vescovo di Reggio Emilia Massimo Camisasca per la lungimiranza su un progetto di tale portata per la città e i numerosi partner pubblici e privati che hanno contributo a restituire alla città e al suo centro storico un polo dedicato al sapere e alle giovani generazioni.

Complessivamente l’intervento ha un valore di 7,7 milioni di euro. Le risorse sono state raccolte da enti pubblici e privati, tra cui oltre alla Diocesi, Regione, Comune e Provincia di Reggio, Camera di commercio, Unindustria, Fondazione Manodori e diverse aziende.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il vescovo di Reggio Emilia Massimo Camisasca, il sindaco del Comune di Reggio Emilia, Luca Vecchi, il rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Carlo Adolfo Porro, il presidente del Comitato Reggio Città Universitaria, Mauro Severi e il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni. /OC

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pubblicato il 2018/01/02 18:14:04 GMT+1 ultima modifica 2020-06-29T14:21:41+01:00

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