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Lotta al doping

Quando la ricerca del miglioramento delle prestazioni diviene esasperata e non tiene più conto delle proprie reali possibilità, delle regole sportive e del rispetto dell’avversario si creano le premesse per la pratica del doping, che può essere definito come l’assunzione di sostanze e il ricorso a particolari metodiche in grado di aumentare artificialmente il rendimento di un atleta, in contrasto con l’etica sportiva e con il suo stato di salute fisico e psichico.
Un’apposita commissione redige e aggiorna periodicamente le lista delle sostanze e dei metodi proibiti in ambito sportivo. Ricorrere a pratiche dopanti rappresenta non solo un’infrazione ai regolamenti sportivi ma anche un reato con conseguenti pene di tipo sportivo (interdizione temporanea o definitiva dalle competizioni sportive) e di tipo penale (multa e reclusione).
L’uso di pratiche dopanti è sempre associato a un rischio per la condizione fisica e per la salute psichica. 

La Regione Emilia-Romagna  è particolarmente sensibile alla tematica della lotta al doping, fenomeno presente non solo a livello sportivo professionale agonistico, ma anche, più pericolosamente, in ambito amatoriale. In particolare è stato costituito un apposito gruppo di lavoro interassessorile per dare vita ad uno specifico progetto regionale per la lotta al doping, con l’obiettivo di contenere e ridurre drasticamente la diffusione di tale fenomeno. Con la propria Delibera di Giunta Regionale 7 Novembre 2005 n. 1789 la Regione ha attivato il Progetto regionale per la lotta al doping e, in recepimento dell'accordo stato-regioni del 28/07/05, ha dettato le linee guida sui requisiti organizzativi e di funzionamento dei laboratori antidoping regionali. Nel corso del 2006 è stata istituita la Consulta regionale per la lotta al doping e il Centro regionale antidoping, con sede a Modena.
Sono inoltre state previste attività di monitoraggio, prevenzione ed educazione alla salute,  preparazione e coordinamento di interventi formativi a vari livelli ed in differenti contesti, al fine di poter concretamente impostare un valido programma di tutela sanitaria delle attività sportive, come intervento fondamentale di tutela della salute pubblica.

Nella regione Emilia-Romagna, grazie al contributo di più soggetti istituzionali, è attivo dal 2002 il Progetto “Tallone d’Achille – come partecipare senza farsi male” che, fra l’altro, attraverso il servizio   “Telefono pulito” offre la possibilità al cittadino di avere informazioni in forma anonima sul doping. Si tratta di una linea dedicata con numero verde (telefonata gratuita da tutta Italia) 800-170001 attraverso la quale dal lunedì al venerdì dalle 14:00 alle 16:00 si possono avere informazioni sulle sostanze dopanti o sospette tali, sui loro effetti sulla prestazione sportiva, sugli effetti collaterali, sui rischi relativi al loro uso, sulle interazioni con altri farmaci, sostanze, cibi e bevande. Le risposte ai quesiti vengono fornite al momento della telefonata oppure via fax o via e-mail entro 24 ore dalla formulazione della domanda.