Una nutrizione corretta costituisce, assieme a una adeguata e regolare attività fisica e al controllo di altri fattori di rischio, come il fumo o l’alcol, un elemento fondamentale nella prevenzione di numerose patologie croniche non trasmissibili, quali, ad esempio, malattie cardiache, diabete, patologie respiratorie, ictus. Attualmente tali patologie croniche rappresentano la principale causa di morte in quasi tutto il mondo: non si tratta quindi più di un fenomeno che riguarda solo i paesi ricchi ma anche quelli in via di sviluppo.
E’ infatti ormai stato dimostrato che lo stile di vita e le scelte alimentari agiscono in modo incisivo sulla possibilità di evitare l’insorgenza di malattie e di controllarne l’evoluzione.
Il
Piano sanitario nazionale 2003-2005 del Ministero della Salute, nell’ambito del progetto “Promuovere gli stili di vita salutari, la prevenzione e la comunicazione pubblica sulla salute” ribadisce che le conoscenze scientifiche attuali dimostrano come l’incidenza di molte patologie sia legata agli stili di vita e sottolinea il ruolo fondamentale dell’attività fisica e di una corretta alimentazione per la protezione della salute. Anche il
Piano regionale della prevenzione elaborato nella Regione Emilia-Romagna, a seguito dell’intesa Stato-Regioni e Province autonome del 23 marzo 2005, affronta il problema in termini di prevenzione, con lo scopo di aumentare nella popolazione la percentuale di soggetti che adottano un corretto atteggiamento alimentare e svolgono una regolare attività fisica.
La sedentarietà è diventata, progressivamente negli ultimi decenni, una caratteristica dominante dello stile di vita di una cospicua parte della popolazione anche infantile e adolescenziale. E’ ampiamente dimostrato che i benefici più evidenti che derivano ad un bambino dal praticare un’attività motoria regolare, si manifestano non solo nello sviluppo organico ma anche nel comportamento sociale e nell’autonomia. La partecipazione già in prima età a vari sport ed attività fisiche riveste un valore rilevante per l’adozione e per il successivo mantenimento nel tempo di uno stile di vita sano ed attivo.
Il Servizio sanitario regionale ha realizzato un
progetto di sorveglianza nutrizionale mirato a indagare, attraverso una ricerca campionaria, le abitudini alimentari dei bambini e delle bambine allo scopo di avere indicazioni utili a programmare interventi di prevenzione dei “disordini” alimentari. Complessivamente la ricerca ha coinvolto 2681 bambini di 6 anni nel 2003, e 255 di 9 anni nel 2005. Sono stati raccolti i dati di peso e altezza dei bambini e sono stati somministrati questionari a tutti i genitori e ai soli bambini di 9 anni per conoscere le loro abitudini alimentari e i loro stili di vita.
L’obesità è definita come un eccesso di grasso corporeo in relazione alla massa magra, in termini sia di quantità assoluta, sia di distribuzione in punti precisi del corpo. La misurazione del grasso corporeo può essere effettuata con diversi metodi, dal rapporto tra la circonferenza della vita e dei fianchi alla misura delle pieghe della pelle.
La classificazione della popolazione in base al peso viene fatta utilizzando l’indice di massa corporea (Bmi = body mass index, secondo la definizione americana), considerato il più rappresentativo della presenza di grasso corporeo in eccesso. Il Bmi si calcola secondo la formula seguente:
Bmi = peso (in kg)/quadrato dell’altezza (in metri).
Le classi di peso indicate dal Bmi sono:
< 18,5 sottopeso
18,5 – 24,9 normopeso
25 – 29,9 sovrappeso
> 30 obesità
Esistono naturalmente delle differenze legate al sesso: a parità di Bmi, le donne tendono ad avere più grasso corporeo rispetto agli uomini, così come gli anziani rispetto ai giovani. Inoltre, chi ha un fisico sportivo potrà pesare di più proprio grazie alla massa muscolare molto sviluppata, ma non rientrare per questo nella categoria sovrappeso o obesità.
La Regione ha aderito al progetto "
OKkio alla SALUTE" del Ministero della Salute/CCM. L'obiettivo del progetto è di descrivere nel tempo l'evoluzione della situazione nutrizionale dei bambini delle scuole primarie e del loro ambiente scolastico, in relazione alle sue caratteristiche favorenti una corretta nutrizione e l'attività fisica, allo scopo di suggerire azioni appropriate e basate su prove di efficacia.