
Il 2 giugno 1946 si tennero in Italia le prime elezioni in cui ebbero diritto di voto tutti cittadini - e per la prima volta anche le donne - che avessero compiuto 21 anni di età.
Nello stesso giorno si votò sia per il referendum istituzionale, che venne vinto dalla Repubblica con uno scarto di circa 2 milioni di voti, sia per eleggere l’Assemblea Costituente a cui fu affidato il compito di redigere la Costituzione dello Stato italiano.
L´Assemblea, composta di 556 deputati per la maggior parte appartenenti ai partiti di massa (Dc, Pci e Psiup), si riunì in prima seduta il 25 giugno
All’Assemblea, oltre a stendere il nuovo testo costituzionale, furono conferiti i poteri di approvare le leggi elettorali e autorizzare la ratifica dei trattati internazionali, mentre il Governo, che con essa aveva un rapporto fiduciario, doveva trasmetterle tutti i disegni di legge (salvo quelli di massima urgenza), in modo che essa potesse decidere di volta in volta quali deferire a propria deliberazione.
La redazione della Costituzione fu delegata ad una commissione composta di 75 membri e presieduta da Meuccio Ruini; i lavori iniziarono nell’estate del 1946 e terminarono nel febbraio 1947. La Commissione dei 75 si organizzò in tre sottocommissioni: la prima, presieduta da Umberto Tupini doveva occuparsi dei diritti e doveri dei cittadini, la seconda, presieduta da Umberto Terracini, dell’organizzazione costituzionale dello Stato, la terza, presieduta da Gustavo Ghidini, dei rapporti economico-sociali. Un comitato di redazione (Comitato dei 18) , costituito dall’Ufficio di presidenza della Commissione dei 75, allargato ai rappresentanti di tutti i partiti, svolse il delicato compito di coordinare il lavoro prodotto dalle tre sottocommissioni.
La discussione generale in aula sul progetto di Costituzione iniziò il 4 marzo 1947 e proseguì durante tutto l’anno. Il 22 dicembre 1947 l’Assemblea votò a scrutinio segreto il testo della Costituzione, che venne approvato con 453 voti a favore e 62 contrari e promulgato dal Capo provvisorio dello Stato il 27 dicembre. Entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
In base al decreto legislativo luogotenenziale n. 98/1946 che l’aveva istituita, l’Assemblea costituente doveva sciogliersi il giorno di entrata in vigore della Costituzione. In realtà essa lavorò fino al 31 gennaio