di Francesca Tarissi
Al momento può essere abitata solo dalle bambole, ma presto potrebbe invece ospitare persone in carne ed ossa: InterHome è il progetto sviluppato dai ricercatori dell´università di Hertfordshire, in Gran Bretagna, per rendere le case degli spazi realmente intelligenti.
Il prototipo, una casa di bambola ipertecnologica appunto, sarà presentato ufficialmente durante il Microsoft Imagine Cup del Cairo e dovrebbe guidare l´implementazione degli spazi abitativi del prossimo futuro. Un passo oltre la domotica, InterHome integra una serie di sensori che consentono la gestione del risparmio energetico e la prevenzione degli incidenti domestici e ha la particolarità di apprendere le abitudini e gli stili di vita dei suoi inquilini, agendo autonomamente di conseguenza in caso di contrattempi, tipo una porta che si blocca, o nell´ambito della sicurezza, qualora un estraneo provi ad entrare.
La tecnologia del sistema impara rapidamente la routine dei suoi abitanti e di conseguenza si regola, per esempio per accendere o spegnere le luci del soggiorno, disattivare l´impianto di aerazione ecc. Grazie ad un pannello Lcd touchscreen inserito nel muro, la casa può essere monitorata in remoto tramite browser web e sms, e attraverso dei semplici messaggi di testo può essere facilmente riprogrammata.
L´approccio di Interhome punta a sradicare gli sprechi di energia e a diminuire drasticamente le emissioni di C02, facendo risparmiare fino a 400 euro l´anno sulle bollette. Il prototipo è pronto per essere adottato dall´industria e la squadra degli sviluppatori è già stata contattata da diverse aziende del regno Unito interessate alla sua produzione.