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IT4030005 - SIC-ZPS - Abetina Reale, Alta Val Dolo

Descrizione e caratteristiche

foto: Abetina e boschi misti dell'orizzonte del faggio - autore S. Mazzotti - Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna (2003)Il sito si estende sul lato settentrionale del crinale dell'Appennino tosco-emiliano, da Le Forbici a Monte Giovarello, ed include le zone sorgentifere del torrente Dolo e del suo affluente torrente Lama, delimitata a Sud dalla dorsale del crinale che dal Monte Prado arriva al Monte Giovarello e a Nord dalla dorsale Alpe di Vallestrina - Monte Ravino. Il sito si estende a Nord di Civago, comprende il Monte Beccara e termina a Sud dell’abitato di Riparotonda. Gli imponenti ed estesi affioramenti rocciosi che sovrastano a Nord il Rifugio Battisti, della dorsale Alpe di Vallestrina - Monte Ravino e di La Penna di Civago sono costituiti da Arenarie del Monte Modino mentre le rocce della dorsale del crinale sono Arenarie del Macigno. Le praterie d’altitudine e i vaccinieti occupano superfici significative, in particolare sulle cime del Monte Giovarello, dell’Alpe di Vallestrina e del Monte Ravino. Le faggete sono predominanti e nella zona dell’Abetina sono inframezzate da Abeti bianchi e Abeti rossi, talvolta di dimensioni eccezionali. Presenti anche castagneti, querceti, incolti, e la stretta valle del torrente Dolo con boscaglie di tipo igrofilo. Il sito ricade per circa il 47% all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il sito comprende un'area di 826 ha di proprietà demaniale denominata "Ozola".

Habitat e specie di maggiore interesse

foto: Habitat fluviale di tipo montano - archivio Parco nazionale Appennino Tosco EmilianoHabitat Natura 2000. 20 habitat di interesse comunitario, dei quali 5 prioritari, coprono circa il 74% della superficie del sito: formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale), ghiaioni dell’Europa centrale calcarei, pavimenti calcarei, foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae), faggeti degli Appennini di Abies alba e faggeti di Abies nebrodensis, fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix elaeagnos, lande secche europee, lande alpine boreali, formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli, formazioni erbose calcicole alpine e subalpine, praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argillo-limosi (Molinion caeruleae), bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie igrofile, praterie montane da fieno, torbiere di transizione e instabili, ghiaioni silicei dei piani montano fino a nivale (Androsacetalia alpinae e Galeopsietalia ladani), ghiaioni del Mediterraneo occidentale e termofili, pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica, pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica, prati pionieri su cime rocciose, foreste di Castanea sativa.
Specie vegetali. Segnalata Primula apennina, specie di interesse comunitario prioritaria. Tra le specie rare e/o minacciate figurano Epipogium aphyllum, Coeloglossum viride, Empetrum hermaphroditum, Swertia perennis, Triglochin palustre, Geranium argenteum, Globularia incanescens, Leucantemum ceratophylloides, Cicerbita alpina, Aconitum lycoctonum ssp. neapolitanum.
Mammiferi. Significativa presenza di Lupo (specie prioritaria di interesse comunitario). Presenti due specie di Chirotteri di interesse comunitario: il Miniottero Miniopterus schreibersi e il Vespertilio di Blyth Myotis blythii.
Uccelli. 4 specie di interesse comunitario nidificano nell'area: Succiacapre, Calandro, Tottavilla e Averla piccola. Presente ma non nidificante è l'Aquila reale. Tra le specie nidificanti rare e/o minacciate a livello regionale figurano Beccafico e Luì verde.
Invertebrati. Presenti 2 specie di interesse comunitario: il Gambero di fiume Austropotamobius pallipes e il Lepidottero Eterocero Euplagia quadripunctaria, specie prioritaria.