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IT4030002 - SIC-ZPS - Monte Ventasso

Descrizione e caratteristiche

foto: Monte Ventasso - autore F. Ambrosini - archivio Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-RomagnaIl Monte Ventasso costituisce un alto massiccio isolato dalle cime prossime al crinale, situato tra le valli del Secchia e dell’Enza. I boschi di Faggio, alternati a castagneti, ricoprono i fianchi del monte fin quasi alla sommità, dove la prateria sommitale e i vaccinieti sono interrotti da affioramenti rocciosi di arenarie del Monte Modino che ospitano una rara vegetazione rupicola. Sul versante meridionale prevalgono i pascoli e gli incolti e sul versante Nord-occidentale, in una conca con morfologie glaciali, vi è il lago Calamone che conserva un’area torbosa di elevato interesse naturalistico. Il sito ricade per circa il 35% all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e per il 50% all’interno del Parco Regionale "Alto Appennino Reggiano".

Habitat e specie di maggiore interesse

foto: Lago Calamone - archivio Parco nazionale Appennino Tosco EmilianoHabitat Natura 2000. 23 habitat di interesse comunitario, dei quali 7 prioritari, coprono circa il 53% della superficie del sito: formazioni erbose calcicole rupicole o basofile dell'Alysso-Sedion albi, formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) con stupenda fioritura di orchidee, formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane e delle zone submontane dell'Europa continentale, ghiaioni dell’Europa centrale calcarei, pavimenti calcarei, foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae), faggeti degli Appennini di Abies alba e faggeti di Abies nebrodensis, laghi eutrofici naturali con vegetazione di Magnopotamion o Hydrocharition, lande secche europee, lande alpine boreali, formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli, formazioni erbose calcicole alpine e subalpine, praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argillo-limosi (Molinion caeruleae), bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie igrofile, praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis), praterie montane da fieno, torbiere di transizione e instabili, ghiaioni silicei dei piani montano fino a nivale (Androsacetalia alpinae e Galeopsietalia ladani), ghiaioni del Mediterraneo occidentale e termofili, pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica, pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica, prati pionieri su cime rocciose, foreste di Castanea sativa.
Specie vegetali. Nessuna specie di interesse comunitario. Tra le specie rare e/o minacciate figurano Coeloglossum viride, Triglochin palustre, Swertia perennis, Globularia incanescens, Asplenium fontanum, Saxifraga etrusca, Dactylorhiza incarnata, Hieracium tomentosum, Avenula praeusta, Homalotrichon pubescens ssp. laevigatum, Lonicera nigra, Artemisia umbelliformis, Erigeron gaudinii.
Mammiferi. Il Lupo (specie prioritaria di interesse comunitario) è presente nell'ambito di erratismi che interessano anche altri siti appenninici. Degna di nota è la presenza della Martora Martes martes, carnivoro estremamente raro e localizzato in Emilia-Romagna.
Uccelli. 5 specie di interesse comunitario nidificano nell'area: Aquila reale, Falco pecchiaiolo, Calandro, Tottavilla e Averla piccola. Tra le specie nidificanti rare e/o minacciate a livello regionale figurano Assiolo, Culbianco, Luì verde.
Anfibi. Nessuna specie di interesse comunitario. Degna di nota è la presenza di Tritone alpestre Triturus alpestris e Rana appenninica Rana italica.
Pesci. Presente una specie di interesse comunitario: Vairone Leuciscus souffia.
Invertebrati. Segnalate 2 specie di interesse comunitario: il Gambero di fiume Austropotamobius pallipes e il Lepidottero Eterocero Euplagia quadripunctaria, specie prioritaria. Presente anche il raro Odonato Sympetrum flaveolum.