Geosito della prima collina parmense orientale, tra Lesignano e Traversetolo, include le Salse di Rivalta e di Torre, le più importanti dell'Emilia occidentale, le cui emissioni fangose salate da pozze sorgentifere alimentano il Rio dei Barboj (onomatopeico Barbogli = gorgogli, borbottii che accompagnano gas metaniferi e fanghiglie sprigionati dal sottosuolo). Tale rio confluisce nel Torrente Termina, affluente dell’Enza, nella parte sud del sito. Tra formazioni calanchive (Argille Scagliose, al contatto coi litotipi sabbiosi dell'Elveziano) e colture erbacee tradizionali, praterie, ginepreti e radi popolamenti boschivi, il fenomeno sorgentizio dei fanghi salsi induce rade formazioni di alofite specializzate in ambiente soggetto a disseccamento, sia pur a contatto di bordi elofitici e altra vegetazione pioniera, spesso costituita da specie annuali.
Questo importante geosito, comprendente le salse più vistose del parmense, include vasti ambienti aperti e termoxerofili, con caratteri di aridità accentuati dalla salinità propria delle emissioni salse, in ambiente collinare di tipo subcontinentale. I radi aggruppamenti erbacei di alofite pioniere presso le bocche lutivome costituiscono l'aspetto saliente di una collina per larghi tratti selvatica e solcata da ripidi versanti, popolata da una ricca fauna in particolare ornitica di specie di ambiente aperto, tra le quali si segnalano numerosi rapaci.
L'attività agricola interferisce con le emissioni fangose, con alterni effetti nello spazio e nel tempo: le manifestazioni sorgentizie con gas e idrocarburi tendono a impaludare i terreni, poi a sparire in seguito alle lavorazioni ma anche, nel medio-lungo periodo, a riapparire con modalità diverse e mutevoli. Un’attenta pianificazione delle attività agricole impattanti da un lato e il controllo dell'evoluzione naturale sui terreni ex coltivi dall’altro consentono di valutare la dinamica delle successioni vegetazionali per garantire sostenibilità alla gestione di un agrosilvoecosistema abbastanza complesso ma sostanzialmente conciliabile con pratiche agricole diffuse di tipo estensivo.
Quattro sono gli habitat d’interesse comunitario segnalati: i tre tipici dei terreni argillosi (arbusteti a ginepro del 5130, i due di prateria terofitica annua del 6220 e termoxerofitica perenne del 6210 e un habitat forestale lungo i corsi d’acqua, con popolamenti a salici e pioppi del 92A0.
Nelle vicinanze delle cinque bocche d’emissione tra Rivalta e il Salso, sono frequenti Agropyron repens, Cynodon dactylon, Atriplex patula var. angustifolia, Lotus corniculatus e Lamium purpureum, a connotare una variante impoverita dell’associazione alofitica ad Agropyron pungens (qui raro) e Atriplex patula.
Anche la componente faunistica, favorita dal contesto “selvatico” del sito, merita approfondimenti e uno specifico censimento. Su invertebrati, anfibi, rettili e mammiferi ci sono scarse informazioni: è presente la luscengola Chalcides chalcides, tipico sauro delle argille prative; sicuramente non mancano ramarri e anfibi tipici dei laghetti collinari (rane e tritoni). Maggiori informazioni sono disponibili per l’avifauna, ben rappresentata da specie degli spazi collinari aperti e soleggiati: starna, quaglia, cappellaccia, allodola, ortolano, tottavilla, averla piccola, poi da splendidi rapaci come smeriglio, pecchiaiolo, biancone e nibbio bruno. Non mancano le specie silvestri come le silvie, picchi, torcicollo, rigogolo e codibugnolo.