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IT4020013 - SIC - Belforte, Corchia, Alta Val Manubiola

Descrizione e caratteristiche

foto: Castagneti in alta Val Manubiola - autore M. Vianelli - archivio Servizio Valorizzazione e Tutela del Paesaggio della Regione Emilia-RomagnaVasto sito appenninico localizzato in destra orografica della Val Taro, a valle del Passo della Cisa, è compreso tra il corso del Torrente Cogena sopra Belforte e la Val Manubiola di Corchia. L’area ha forma triangolare e si allarga verso valle intorno al contrafforte, quasi un altipiano, che scende dal Groppo delle Pietre (1300 m) fino al Monte Minara (1010 m), tutto in fascia montana (quasi sempre sopra i 600 m). Si tratta di monti geolitologicamente eterogenei, molto antichi, su letto di argille scagliose ingombre di basalti e brecce basaltiche alternate a filoni peridotitico-serpentinitici. Oltre a questi tipici affioramenti ofiolitici, è presente l’unico affioramento granitico della regione e sono ancora evidenti i segni delle miniere (pirite, rame) e della trascorsa attività estrattiva (permane il grande interesse mineralogico dell’area di Corchia). Il sito presenta un’abbondante (circa il 40%) copertura forestale (spontanea) di faggeti, querceti, ostrieti e (antropica) di castagneti. Estese praterie arido-acidofile (15%), arbusteti (10%) in prevalenza postcolturali e rocce (25%) diffuse in situazioni sommitali, ghiaioni e rupi, completano un paesaggio montano nel quale l’impronta dell’uomo è caratteristicamente evidente nei numerosi insediamenti di case di pietra presso Belforte e Corchia, frazioni d’origine antica, dall’aspetto medievale e in forte abbandono. La zona è remota, in parte nascosta, ma vicina e facilmente accessibile da Berceto e dalla Statale della Cisa. Due aziende faunistico-venatorie denominate "Belforte" e "Alta Val Manubiola", intersecano il sito rispettivamente per 713 e 622 ha, mentre il lato Nord confina con l'Oasi di protezione "Roccamurata" che include il SIC "Groppo di Gorro". Sono presenti nove habitat d’interesse comunitario dei quali due prioritari: ben cinque di tipo roccioso, due di prateria e due forestali ricoprono circa la metà dell’intero sito.

Vegetazione

E’ presente l’intera seriazione altitudinale degli ambienti forestali, dai Querceti di Roverella collinari ai Laburno-Ostrieti, molto diffusi anche come Ostrieti in purezza, alle faggete montane localizzate dagli 800 m in su, nelle quali è interessante la localizzata presenza, anche in gruppetti numerosi, dell’Agrifoglio. Molto pregevole è la presenza di alcuni individui di Rovere in località San Bernardo e di Quercus crenata presso Corchia. Di interesse comunitario è la diffusione di castagneti, relativamente ridotti e frammentari, tuttavia presenti anche in alto, con selve castanili abbandonate, cedui di castagno più o meno invecchiati e castagneti da frutto ancora in attualità di coltura presso le frazioni citate. Mosaicati con praterie e bordure boschive, gli arbusteti con Ginepro ricoprono frammenti sparsi e di grande pregio, con la presenza di acidofile quali Polygala chamaebuxus e Calluna vulgaris. Praterie magre da fieno e formazioni erbose semiaride, in prevalenza acidofile, ospitano specie rare e protette, come anche le rupi a vegetazione erbacea pioniera. In attesa di checklist floristici ( e faunistici) approfonditi, si segnala in quest’ultimo ambiente la felce serpentinofita Asplenium cuneifolium. Nel Censimento della Flora protetta regionale (1996), all’interno dei quadranti corrispondenti al sito, sono registrate fino a 38 specie differenti.

Fauna

Per quanto riguarda l’avifauna, Succiacapre, Averla piccola, Tottavilla sono nidificanti comuni. L'Aquila reale è presente con una coppia, mentre il Falco pecchiaiolo nidifica irregolarmente. Non sono riportate informazioni su presenze di altri frequentatori abituali durante migrazioni o spostamenti. La presenza delle antiche miniere e il contesto forestale rendono plausibile la presenza dei seguenti chirotteri: Eptesicus serotinus, Hypsugo savii, Nyctalus leisleri, Myotis daubentoni, Pipistrellus pipistrellus, Rhinolophus ferrumequinum e R. hypposideros. Presenze di anfibi, rettili, pesci e invertebrati vanno confermate: il sito è potenzialmente adatto e certamente abitato o frequentato da specie di interesse comunitario o conservazionistico, come i coleotteri Lucanus cervus e Cerambix cerdo.