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IT4020007 - SIC - Monte Penna, Monte Trevine, Groppo, Groppetto

Descrizione e caratteristiche

foto: La catena del Monte Penna - autore A. Mortali - Consorzio Comunalie ParmensiIl sito include un vasto complesso montuoso scarsamente antropizzato, formato da affioramenti ofiolitici con rupi e grotte, che ospita le sorgenti dei fiumi Taro e Ceno. Le vette più alte sono il Monte Penna (1.735 m), sul crinale principale al confine con la Liguria, il Monte Trevine (1.651 m) e il Groppo (1.547 m) sul largo contrafforte proiettato verso Est a separare le due zone sorgentifere. Il Taro scorre verso Sud tra monti (Quatese, Carignone) alti 1200-1300 m, in vaste aree boscose quasi sempre situate oltre i 100 m. Il sito è caratterizzato da faggete, praterie alpine e subalpine, praterie meso-igrofile, praterie cespugliate, pascoli, aree di roccia nuda e detritiche, corpi d'acqua interni con acque correnti e stagnanti, torbiere con vegetazione palustre. Insiste nei dintorni del Penna un complesso forestale demaniale (390 ha) in gran parte coincidente con l'oasi di protezione faunistica "Monte Penna" (438 ha), ambedue protese oltre il margine ovest del SIC, in direzione del rifugio Prato Mollo. Attualmente sono segnalati dieci habitat di interesse comunitario, dei quali 4 prioritari, su poco meno di un terzo della superficie del sito: lande alpine e boreali, formazioni erbose calcicole rupicole o basofile dell’Alysso-Sedion albi, formazioni erbose calcicole alpine e subalpine, formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale), praterie di megaforbie eutrofiche, torbiere di transizione e instabili, ghiaioni del Mediterraneo occidentale e termofili, ghiaioni dell'Europa centrale calcarei, pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitiche, pavimenti calcarei; tuttavia l’elenco è destinato ad essere ulteriormente arricchito e implementato.

Vegetazione

foto: Faggeta del Groppo - autore A. Mortali - Consorzio Comunalie ParmensiEstese faggete, in gran parte derivate da antichi cedui convertiti in alto fusto, fanno da contorno ad un contesto vegetazionale spiccatamente montano nel quale non mancano aggruppamenti e presenze relittuali di tipo alpino in praterie e brughiere cacuminali dell’ambito dei vaccinieti. Alcuni esemplari di abete bianco, presenti al confine con la Liguria e da questa probabilmente provenienti, sono comunque di dubbio indigenato. Faggete termofile calcicole, lembi di castagneto e ginepreti completano, sia pur con popolamenti di limitata diffusione, un contesto di sufficientemente elevata biodiversità. L’abbondanza di vette rocciose e di affioramenti rupestri rende frequente la diffusione di cenosi erbacee pioniere. E’ presente almeno una specie di interesse comunitario, localizzata al margine del bosco: Aquilegia bertolonii. Tra le specie rare e minacciate sono segnalate le orchidee Coeloglossum viride e Epipogium aphyllum. Abitatrice delle torbiere, rarissima e particolare è la piccola carnivora Drosera rotundifolia. Sono queste le presenze più significative di un contesto floristico ancora in gran parte da esplorare e da approfondire.

Fauna

Per quanto riguarda i Mammiferi, è verosimile la saltuaria frequentazione da parte del Lupo, che potrebbe trovare in zona situazioni di utile rifugio, inoltre, tra i Chirotteri è riportata la presenza del Vespertilio di Natterer Myotis nattereri. L’avifauna è qualificatamente rappresentata da almeno cinque specie di interesse comunitario: Averla piccola, Tottavilla e Calandro sono nidificanti comuni, il Falco pecchiaiolo nidifica irregolarmente, mentre l'Aquila reale compare al di fuori del periodo riproduttivo. Gli Anfibi rivelano presenze interessantissime soprattutto dal punto di vista biogeografico: è certo il Geotritone di Strinati Speleomantes strinatii, mentre le segnalazioni di Speleomantes ambrosii in zona (che sarebbe endemico solo delle province di La Spezia e Massa) meritano approfondimenti specialistici. Degna di interesse è la presenza di Salamandra pezzata Salamandra salamandra e del Tritone alpestre Triturus alpestris. Tra gli Invertebrati è presente il Coleottero Rosalia alpina, specie di interesse comunitario prioritaria.