Il sito comprende una serie di affioramenti ofiolitici, con prevalenza di serpentiniti su argille scagliose localizzati tra il torrente Sporzana ed il fiume Taro. Il paesaggio è dominato dalle sommità del Monte Prinzera (736 m) e del Monte Prinzerolo (582 m) che emergono sul territorio collinare. Le formazioni geologiche sono costituite da sedimenti argillosi fortemente deformati in cui sono inclusi materiali rocciosi diversi, tra cui quelli di natura ignea. In questo settore collinare il Monte Prinzera costituisce l'esempio di maggiore estensione, in effetti aspri dossi minori caratterizzano tutto il versante che dal monte scende verso il Taro.
Le tipologie ambientali prevalenti sono costituite da habitat rocciosi e detritici, anche con vegetazione pioniera, boschi di latifoglie riconducibili, essenzialmente, ai querceti misti tipici della fascia collinare, castagneti, praterie xerofitiche e arbustate, pascoli e colture cerealicole estensive.
Il sito include quasi completamente (289 ha su 302 ha) la Riserva Naturale Orientata "Monte Prinzera".
Habitat Natura 2000. 11 habitat di interesse comunitario, dei quali 2 prioritari, coprono circa il 50% della superficie del sito con prevalenza per formazioni erbaceo-arbustive (6) ed ambienti rupestri (2) : lande secche europee, formazioni di Juniperus communis su lande o prati calcicoli, formazioni erbose calcicole rupicole e basofile dell’Alysso-Sedion albi, ghiaioni e pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica, formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) con stupenda fioritura di orchidee. Completano il quadro interessanti formazioni boschive con foreste di Castanea sativa e aggruppamenti ripariali a salici e pioppi.
Specie vegetali. Nessuna specie di interesse comunitario. Tra le specie rare e minacciate sono segnalate Biscutella laevigata ssp. prinzerae, Alyssum bertolonii, Asplenium cuneifolium, Notholaena marantae, Linaria supina, Minuartia laricifolia ssp. ophiolitica, Fritillaria tenella, Verbascum phoeniceum in un complesso vegetazionale fatto di entità altamente specializzate e specie qui rifugiate per la selettività delle condizioni ambientali. Mammiferi. Presente un nucleo del Chirottero Rinolofo maggiore Rhinolophus ferrumequinum, specie di interesse comunitario. Tra i Chirotteri presente anche il Pipistrello di Savi Hypsugo savii. E’ stato rinvenuto l’Istrice.
Uccelli. Sono presenti circa 20 specie di interesse comunitario di cui almeno 5 nidificanti; Succiacapre, Averla piccola e Ortolano sono nidificanti comuni, mentre meno frequenti sono Tottavilla e Calandro; il sito è frequentato irregolarmente dal Biancone. La presenza di un mosaico di tipologie ambientali favorisce la presenza e la nidificazione di numerose specie ornitiche tra cui figurano, oltre alle comuni specie degli habitat agricoli (Upupa, Rondine, ecc.), specie legate agli habitat forestali, di ecotono e delle aree rupicole aride e detritiche (Culbianco, Monachella). Degna di nota è la nidificazione di Codirossone e Assiolo.
Anfibi. Presenti 2 specie di interesse comunitario: Tritone crestato Triturus carnifex e Geotritone di Strinati Speleomantes strinatii; per questa ultima specie le conoscenze più recenti sulla distribuzione del genere Speleomantes aggiornerebbero il precedete dato relativo alla specie S. ambrosii, segnalato nel sito probabilmente per confusione tra le due specie ma a quanto pare presente solo di là dal crinale nelle province di Massa e La Spezia.
Invertebrati. Sono presenti 3 specie di interesse comunitario: i Coleotteri Lucanus cervus e Cerambix cerdo, legati ai querceti ed agli ambienti forestali con alberi marcescenti, e il Lepidottero Euplagia quadripunctaria.