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IT4010007 - SIC - Roccia Cinque Dita

Descrizione e caratteristiche

foto: Juniperus communis e Pyracantha coccinea - autore F. Ambrosini - archivio Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-RomagnaSi tratta di un affioramento ofiolitico di limitata estensione, situato ad Est del Passo delle Pianazze, a cavallo tra le valli del Nure e del Ceno, quindi al margine tra le province di Piacenza e Parma. Costituito dai due gruppi Roccia Cinque Dita e Groppo Sidoli, il sito si trova a circa mille metri di quota in ambienti appenninici sommitali, sia pure distanti dalla cresta principale. Le rocce, vere protagoniste di questo sito, sono costituite prevalentemente da serpentiniti e diabasi in contesto montano ad elevato grado di naturalità per scarsa antropizzazione. Per felice localizzazione e buone condizioni ambientali, l’area riveste notevole valore paesaggistico. Gli ambienti rupestri e di prateria sono più frequenti, meno diffusi i boschi veri e propri per quanto la vegetazione presenti uno stadio dinamico per successioni naturali che attualmente registra la diffusione di situazioni arbustive e di brughiera che in tempi diversi tendono al bosco. Compare una flora rara e specializzata le cui specie o entità sottospecifiche si sono differenziate per adattamento morfofisiologico al substrato serpentinoso e per la quale il sito presenta caratteristiche di area-rifugio. Nonostante le ridotte dimensioni, almeno 7 habitat d’interesse europeo problematicamente mosaicati, dei quali due prioritari, ricoprono oltre il 50% dell’area in esame.

Vegetazione

L'ambiente rupestre ospita un certo numero di specie endemiche esclusive dei substrati serpentinicoli, quali Asplenium cuneifolium e Minuartia laricifolia ssp. ophiolitica. Sulla roccia sono presenti le sassifraghe (Saxifraga moschata e S. exarata) e, tra le specie rare, Euphorbia spinosa ssp. ligustica, Iberis sempervirens, Asplenium septentrionale, Cheilanthes marantae, Robertia taraxacoides, Alyssoides utriculata. Rara e minacciata che anche se non strettamente legata al substrato ofiolitico, trova in questa stazione l'habitat ideale la Melagride minore (Fritillaria tenella). Nelle aree marginali all'affioramento roccioso, pedologicamente più favorevoli ad espressioni di vegetazione evoluta, sono presenti brughiere con il falso-bosso (Polygala chamaebuxus), arbusteti a Olivello spinoso (Hippophae rhamnoides) e boschetti di Faggio, Acero campestre, Cerro, Olmo campestre e Roverella. Molte sono le orchidee presenti, tra le quali Orchis mascula, Orchis ustulata, Ophrys insectifera, Cephalanthera longifolia e Gymnadenia conopsea. Tra le altre specie protette sono segnalate Aquilegia atrata, Armeria marginata, Armeria seticeps, Dianthus monspessulanus, Dianthus sylvestris, Erythronium dens-canis.

Fauna

Tra gli uccelli, si segnala Averla piccola (Lanius collurio) e Succiacapre (Caprimulgus europaeus). L'avifauna nidificante comprende le specie legate agli ambienti caldi e assolati delle situazioni rupestri, e in particolare Prispolone (Anthus trivialis) e Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros). Probabile nidificante è da considerarsi il Ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula). Tra i chirotteri, sono presenti Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhli) e Pipistrello di Savi (Hypsugo savii).