La situazione faunistica in Emilia-Romagna presenta margini di incertezza, rispetto ad habitat e flora, se possibile ancora maggiori, non fosse altro per l’intrinseca dinamicità ed elusività delle popolazioni animali. Anzitutto le specie faunistiche d'interesse comunitario presenti - circa 200 delle quali 80 uccelli - sono molte di più rispetto a quelle floristiche poi, forse per la prima volta, l'obiettivo di tutela inquadra tutti gli aggruppamenti faunistici, da quelli che compongono la cosiddetta fauna minore (anfibi, rettili, chirotteri e altri micromammiferi) ad altri (insetti, molluschi, crostacei e altri invertebrati) dei quali solo di recente è emerso il ruolo di indicatori e protagonisti essenziali nella composizione degli habitat d'interesse conservazionistico.
Il repertorio faunistico regionale d'interesse conservazionistico comunitario (avifauna esclusa), oltre alle 8 prioritarie sopra citate, comprende altre 106 specie: si tratta delle entità espressamente elencate nella Direttiva 92/43/CEE "Habitat" la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione (All.II), delle specie che richiedono una protezione rigorosa in senso generale su tutto il territorio (All.IV) e di quelle il cui prelievo nella natura e il cui sfruttamento potrebbero formare oggetto di misure di gestione (All.V), analogamente a quanto già descritto per la componente floristica. La tutela di invertebrati e vertebrati è strettamente legata a quella degli habitat da cui il più delle volte tali specie dipendono per l'alimentazione, la riproduzione e le condizioni di sopravvivenza.
Oltre a queste, sono riconosciute altre specie animali da tutelare. Si tratta essenzialmente di specie vertebrate non cacciabili in quanto appartenenti alla fauna selvatica oggetto di tutela ai sensi della Legge 157/92 sull'attività venatoria, oppure protette ai sensi della Convenzione di Berna (1979) per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa.
Rete Natura 2000 infatti tende a ricomprendere e a compendiare la normativa vigente in materia di conservazione dell'ambiente, oltre che a dare impulso ad azioni di tutela ambientale comprensive delle decisioni normative già assunte nei riguardi di tutte le specie già classificate come da proteggere.
L'avifauna regionale annovera, tra quelle elencate all'All.I della Direttiva 409/79 CEE, ottanta specie di grande interesse conservazionistico in quanto rare e spesso strettamente legate ad habitat specifici che ne condizionano l'alimentazione, la nidificazione, le caratteristiche utili per la stanzialità o semplicemente per la sosta durante le migrazioni. Tali specie, tra quelle presenti in ciascun sito, vengono elencate alla sezione dei formulari 3.2.a UCCELLI. Alla successiva sezione 3.2.b UCCELLI migratori abituali non elencati nell'Allegato I della direttiva 79/409 vengono elencate altre specie dell'avifauna di interesse conservazionistico tra quelle già individuate come vulnerabili, minacciate e da proteggere, in particolare ai sensi della Convenzione di Bonn (1982) sulla tutela delle specie migratrici della fauna selvatica e dell'Appendice 3 della Convenzione di Berna (1979) che elenca le specie da proteggere per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa.