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Articolo 138 - prima parte: presentazione storica

Articolo 138

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.


Conduttore 1. Michele Marchi

L’idea che guidò i costituenti in questo delicato ambito fu quello di rendere il procedimento di formazione e revisione delle leggi costituzionali più complicato rispetto a quello delle leggi ordinarie.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

L’obiettivo era dunque quello di stabilire dei limiti alla creazione e alla revisione di norme costituzionali, senza però renderle impossibili.

Conduttore 1. Michele Marchi

Con un’eccezione: l’articolo 139 stabilisce che non può essere oggetto di revisione costituzionale la forma repubblicana dello Stato.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

La differenza tra legge ordinaria e legge costituzionale è poi ulteriormente accentuata nel secondo comma dell’articolo 138, dove si parla della possibilità di indire un referendum.

Conduttore 1. Michele Marchi

Il referendum sulle leggi ordinarie, previsto dall’articolo 75, è soltanto abrogativo, può cioè cancellare le leggi ordinarie già in vigore.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Nel caso di provvedimenti costituzionali invece il referendum popolare interviene prima, cioè nel momento di formazione della legge.

Conduttore 1. Michele Marchi

Infatti la legge costituzionale approvata dalle due Camere, pubblicata ma non ancora entrata in vigore, passa all’esame dei cittadini i quali tramite la richiesta del referendum possono intervenire direttamente nel procedimento legislativo.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

In realtà, a partire dalla metà degli anni Settanta si è fatto sempre più intenso il dibattito sulla revisione costituzionale e sugli strumenti concreti per attuarla.

Conduttore 1. Michele Marchi

Fu soprattutto nei primi anni Ottanta che si scontrarono nel paese due differenti tendenze. La prima criticava la mancata applicazione dei principi della Costituzione del ’48.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

La seconda, pur sottolineando la grande attualità del testo costituzionale, ne prospettava la revisione in alcune parti, specie quelle inerenti al sistema di governo.

Conduttore 1. Michele Marchi

E’ impossibile a tal proposito non ricordare la figura del professor Roberto Ruffilli, ucciso nel 1988 dalle Brigate Rosse.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Ruffilli riteneva che si dovesse tutelare il patrimonio di consuetudini e di valori consolidatisi nel corso di decenni di funzionamento del sistema costituzionale partitico.

Conduttore 1. Michele Marchi

Tuttavia egli aggiungeva la necessità di intervenire, con prudenza, sulla parte normativa della Costituzione italiana. La vecchia democrazia governata doveva lasciare il posto ad una più matura democrazia governante, cioè si doveva andare verso una democrazia più decisionista e responsabilizzante per i cittadini.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Da questo momento in avanti il dibattito sulla revisione costituzionale ha attraversato in maniera costante la vita politica nazionale, tanto negli anni travagliati della fine della cosiddetta Prima Repubblica quanto in quelli non meno complicati dell’attuale transizione.