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Articolo 11 - prima parte: presentazione storica

Articolo 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizioni di parità con gli altri Stati alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

 

Conduttore 1. Michele Marchi

Questo articolo è il naturale complemento dell’art. 10 sull’adeguamento del diritto italiano al diritto internazionale. Anche qui si parlava di quei temi che abbiamo richiamato nelle puntate precedenti, in particolare la difficoltà nel rapportarsi ad un sistema di “Nazioni Unite” che non si erano certo dimostrate certo molto generose nei confronti dell’Italia post fascista.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Non dimentichiamo che i costituenti erano stati per la grande maggioranza attivi esponenti dell’antifascismo. E questo articolo testimonia della volontà di rompere con il ricordo del recente passato.

Conduttore 1. Michele Marchi

Infatti esso si oppone al mito principale del fascismo: quello della nazione guerriera con slogan del tipo “l’aratro traccia il solco, la spada lo difende”, oppure “libro e moschetto, fascista perfetto”…

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Di conseguenza si sancisce il ripudio della guerra che nella retorica fascista era stata considerata il normale strumento attraverso il quale gli stati potevano risolvere le loro controversie.

Conduttore 1. Michele Marchi

I Costituenti avevano conosciuto la catastrofe della Grande guerra e vissuto i drammi recenti del secondo conflitto mondiale. Ritenevano quindi necessaria una svolta rispetto alle ideologie belliche del fascismo Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Ma i costituenti non si limitarono a questo. Essi decisero di impegnare il nostro paese anche sul nuovo fronte della cooperazione internazionale. Per queste ragioni il testo costituzionale ammette limitazioni di sovranità ovviamente a condizioni di un reciproco riconoscimento.

Conduttore 1. Michele Marchi

Ecco come è nato uno degli articoli che all’epoca sembrarono del tutto scontati, perché al momento si pensava che nessuno volesse più fare guerre dopo quello che era successo. La situazione internazionale, avrebbe più volte riproposto, nei decenni successivi, il dilemma della legittimità dell’intervento.