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Articolo 10 L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
Con questo articolo si entra nel vivo di un tema molto dibattuto all’epoca della scrittura della nostra Carta Costituzionale e ancora oggi molto attuale. Nel 1946 superare l’orizzonte della sovranità nazionale era contemporaneamente un imperativo ed una forte remora. Conduttore 2. Riccardo Brizzi Non possiamo dimenticare che in quel periodo si discuteva della questione del trattato di pace. Gli italiani si aspettavano da parte degli Alleati un atteggiamento non punitivo, in virtù del loro impegno durante la guerra di Liberazione. Il trattato, invece, fu durissimo nei confronti dell’Italia che fu considerata, fino all’ultimo, come un paese vinto e nemico. Conduttore 1. Michele Marchi Oggi può sembrare eccessivo, ma allora molti politici proponevano di non firmare il Trattato di pace. Vittorio Emanuele Orlando, grande giurista, che era stato anche a capo del governo nel 1918 a conclusione della prima guerra mondiale, accusò De Gasperi di essere preso da “cupidigia di servilismo” verso i vincitori, quando il leader democristiano avvertì che si era costretti a firmare. Conduttore 2. Riccardo Brizzi De Gasperi si risentì molto di questa accusa, profondamente ingiusta verso chi si era impegnato per far rientrare il Paese tra le nazioni libere. De Gasperi capiva benissimo che l’Italia doveva accettare quel purgatorio per riguadagnare un posto ed un ruolo all’interno delle relazioni internazionali. Conduttore 1. Michele Marchi Bisognava prepararsi ad entrare nella nuova Organizzazione delle Nazioni Unite che veniva allora fondata. Ecco dunque l’origine del primo comma che proclama con solennità il riconoscimento della supremazia dell’ordinamento internazionale. Anche Conduttore 2. Riccardo Brizzi Gli altri commi rientrano in un orizzonte più consueto. Definiscono la condizione giuridica di chi vive in un paese senza esserne cittadino. Si parla di chi arriva in Italia per sfuggire a regimi antidemocratici e oppressivi. Conduttore 1. Michele Marchi Questa ampia offerta del cosiddetto “diritto di asilo” aveva radici lontane, che risalivano al Risorgimento quando il Piemonte sabaudo aveva offerto asilo ai patrioti nazionali perseguitati dai regimi illiberali degli stati in cui era divisa la penisola. Conduttore 2. Riccardo Brizzi Vi era però anche una memoria più recente: quella degli oppositori del fascismo e del nazismo, che si erano rifugiati nelle nazioni democratiche, incontrando spesso grandi difficoltà sotto il profilo giuridico. Conduttore 1. Michele Marchi Certo oggi il panorama internazionale è piuttosto diverso, ma non sembra che le parole dell’articolo 10 abbiano perso la loro forza. |