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Articoli da 97 a 100 - seconda parte: conversazione con Fabio Roversi Monaco (Università di Bologna)

Paolo Pombeni

Professor Roversi Monaco come si presenta oggi il rapporto fra il testo costituzionale che sa quasi di vecchio Ottocento, con la sua immagine di una pubblica amministrazione neutra e votata all´esclusivo servizio della cosa pubblica, e una lunga storia di competizioni politiche che l´hanno inevitabilmente coinvolta?

Fabio Roversi Monaco

Io rivendico al testo costituzionale una qualità e un’attualità che interventi successivi molto facilmente potrebbero solo compromettere. Voglio dire che nel testo costituzionale c’è il meglio di una tradizione ottocentesca che a partire da un famoso discorso di Spaventa a Stradella sollecitava a porre una tutela del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione. Non dimentichiamo che il nostro è e resta un sistema dove il provvedimento amministrativo, atto autoritativo, rimane al centro dell’attenzione, ciò che giustifica l’esistenza di un ramo del diritto ben differenziato che è quello del diritto amministrativo, e contro un atto della pubblica amministrazione che ha quel carattere di imperatività, è chiaro che la tutela del cittadino è necessaria. Questo coinvolge la pubblica amministrazione, la cui organizzazione- articolo 97 della Costituzione- deve essere articolata sulla base di norme legislative (una riserva relativa di legge) in modo che siano assicurati l’imparzialità e il buon andamento. L’imparzialità non è soltanto una valutazione dell’interesse dei cittadini privati, ma è anche una valutazione della miglior scelta possibile che, garantendo il perseguimento dell’interesse pubblico, rappresenti per i privati il minor sacrificio possibile. Cioè c’è una comparazione di interessi, tutto questo è poi messo con chiarezza nella legge sul procedimento amministrativo che poi successivamente abbiamo avuto, ma io non vedo da che punto di vista sia superato. Lo Stato, soprattutto quando è uno Stato che intende avere una massa di compiti quali quelli che sono descritti in altra parte della Costituzione, deve avere per quanto possibile una posizione neutra, che molto raramente si riesce ad avere.

Paolo Pombeni

Il tema della "giustizia nell´amministrazione", come lei ricordava, è stato un cavallo di battaglia del costituzionalismo e la nostra Carta lo ha ripreso, dando risalto al Consiglio di Stato e alla Corte dei Conti. Sono oggi davvero ancora dei meccanismi efficienti per controllare l´equità delle decisioni politiche?

Fabio Roversi Monaco

No, non credo, non credo. Il Consiglio di Stato è un organo che ha avuto e ha una storia gloriosa. Che ha interpretato la normativa nel senso di garantire maggiormente il cittadino. Questo è avvenuto nel corso di lunghi decenni. Certamente la normativa attuale, che aumenta determinate competenze del Consiglio di Stato, fa del Consiglio di Stato un organo in una posizione assolutamente preminente. C’è da dire che la tendenza a consentire una utilizzazione dei giudici del Consiglio di Stato in varie direzioni, con vari compiti, mentre arricchisce la pubblica amministrazione -capi gabinetto importanti sono stati consiglieri di stato, sono spesso consiglieri di stato- c’è anche da dire però che questo può in qualche modo limitare la neutralità della funzione che viene richiesta. E quindi ci potrebbe essere, ma in sede di legislazione ordinaria a mio parere, una qualche modifica della disciplina complessiva di questo corpo. Per quanto riguarda la Corte dei Conti io credo che sia un ente che sta raggiungendo lentamente il suo giusto posizionamento, perché certamente la corte dei Conti come “controllora” di specifici atti amministrativi, come in fondo era nata, in più con una commistione di funzioni giurisdizionali e para-giurisdizionali, era un organo che non adempiva fino in fondo né alle funzioni che le venivano attribuite, nè alla necessità di avere una amministrazione neutra.

Paolo Pombeni

Ci sarà qualcosa da cambiare in questo quadro di garanzie con future riforme in senso federalista?

Fabio Roversi Monaco

Faccio fatica a dare una risposta meditata e univoca. Il Consiglio di Stato, una volta era un unico organo residente in Roma, oggi ci sono i TAR con le loro sezioni. La Corte dei Conti a sua volta ha una funzione che a mio parere si deve svolgere più nel campo tecnico, economico, finanziario, sia pure nel campo del controllo sulla amministrazione e francamente non vedo una sua funzione regionale. C’è, esiste l’articolazione regionale della Corte dei Conti. Penso che da questo punto di vista possa ritenersi probabilmente sufficiente come impostazione. Occorre vedere se è sufficiente dal punto di vista del suo concreto funzionamento.