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Articoli da 92 a 96 - prima parte: presentazione storica

Dall’articolo 92

Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. (...)

Dall’articolo 94

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.(...)

Dall’articolo 95

Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. (...) I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri. (...)


Conduttore 1. Michele Marchi

Il ruolo del potere esecutivo fu uno dei temi caldi del dibattito costituente, in particolare per quello che riguardava il Presidente del Consiglio e i singoli membri del governo.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

A dimostrazione dell’importanza di questo punto si può citare l’intervento di un autorevole membro del vecchio notabilato liberale come Francesco Saverio Nitti. Nitti contrastò con forza la proposta comunista di un gabinetto formato da membri posti tutti su uno stesso piano. Egli considerava demagogica infatti l’idea che tutti i ministri venissero considerati eguali.

Conduttore 1. Michele Marchi

La mediazione alla quale si giunse da un lato attribuì preminenza, anche formale, al Presidente del Consiglio sui singoli membri del governo. Ma dall’altro la proposta della sinistra comunista non venne del tutto disattesa. Presidente del Consiglio e singoli ministri venivano a costituire un organo collegiale, con funzione di coordinamento.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Il confronto tra differenti opinioni si ripropose nella stesura dell’articolo 95 e in particolare riguardo alla frase «il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile». I membri del Partito comunista italiano parlarono di rischi di «deriva all’inglese», con un Presidente del Consiglio che avrebbe avuto attribuzioni simili a quelle del premier britannico. Si temeva di conferire troppo potere nelle mani di un uomo solo.

Conduttore 1. Michele Marchi

Ancora una volta il «timore dell’uomo forte» veniva scongiurato. Si inseriva la responsabilità collegiale per gli atti del Consiglio dei ministri, dove si vota a maggioranza, mentre una più ampia responsabilità individuale è attribuita ad ogni ministro per gli atti dei rispettivi dicasteri.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Insomma un braccio di ferro concluso con una mediazione di elevato spessore. Difficile fare meglio considerato il contesto storico postbellico e la fragilità del sistema politico liberale di fronte all’attacco del fascismo.

Conduttore 1. Michele Marchi

Ma se si allarga il discorso ai giorni nostri è inevitabile confrontarsi con altri sistemi istituzionali. C’è una tendenza ben documentata verso una netta preminenza dell’esecutivo sul legislativo, e parallelamente una personalizzazione del potere verso un premier forte: una figura monocratica di rilievo e con ampi poteri.