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Articoli da 55 a 82 (Camera) - prima parte: presentazione storica

Dall´articolo 55

Il Parlamento si compone della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. (...)

Dall´articolo 60 (attuale formulazione)

La Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni. (...)

Articolo 67

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.


Conduttore 1. Michele Marchi

Quando all’interno dell’Assemblea Costituente si discusse della tipologia di procedimento legislativo da adottare, ancora una volta pesò il ricordo del regime fascista appena crollato.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Il timore verso possibili “colpi di mano” parlamentari spinse i costituenti ad optare per un bicameralismo perfetto, con le due Camere dotate cioè degli stessi poteri e delle stesse funzioni.

Conduttore 1. Michele Marchi

Proprio in questa ottica il Senato doveva incarnare il ruolo di “camera di raffreddamento” delle eventuali tensioni emerse nel corso del dibattito alla Camera dei deputati.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Non a caso il Senato è composto dalla metà dei membri rispetto alla Camera dei Deputati. L’articolo 58 inoltre prevede che i suoi componenti debbano avere almeno 40 anni e siano eletti da cittadini di oltre 25 di età.

Conduttore 1. Michele Marchi

Una differenza era anche stabilita dall’articolo 60 che, nella stesura originale del 1948, fissava la durata della legislatura in cinque anni per la Camera e sei anni per il Senato. Una legge di revisione costituzionale del 1963 ha poi stabilito l’uguale durata.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Ma non va dimenticato quanto fu impegnativo il dibattito sull’articolo 67 riguardante il vincolo di mandato nell’esercizio delle funzioni di ogni singolo parlamentare eletto. 

Conduttore 1. Michele Marchi

L’articolo 67 vieta il mandato imperativo che instaura un rapporto di tipo privatistico tra l’eletto e i suoi elettori. Si tratta di un richiamo alla Costituzione francese del 1791 che aveva introdotto la rappresentanza elettorale senza vincolo di mandato.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Da quel momento in poi tutte le democrazie rappresentative esigono che gli eletti esercitino le proprie funzioni in nome dell’intera Nazione, andando oltre gli specifici interessi del proprio elettorato.

Conduttore 1. Michele Marchi

Con il trionfo novecentesco dei partiti di massa la questione però si complica. I singoli eletti devono esprimere il proprio voto in Parlamento in base alla propria opinione personale o alle indicazioni del proprio partito politico?

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Ad esempio subito dopo la prima guerra mondiale in Germania, al tempo della Repubblica di Weimar, non a caso definita “Stato dei partiti”, se un deputato avesse cambiato formazione politica nel corso della legislatura, avrebbe perso automaticamente il seggio.

Conduttore 1. Michele Marchi

Il rischio era quello del possibile ricatto dei partiti nei confronti dell’eletto. La scelta dunque cadde sulla cancellazione del vincolo di mandato. Quindi l’articolo 67 venne introdotto con il chiaro intento di lasciare ampia autonomia al legislatore.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Se in condizioni di suffragio ristretto, come poteva accadere nella Gran Bretagna del XVII secolo, il vincolo di mandato poteva anche essere accettato. Completamente diverso è invece il discorso per gli Stati liberal-democratici, in virtù della loro scelta a favore del suffragio universale.