Articoli 48-49-50-51 - prima parte: presentazione storica
Dall’articolo 48
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.(...)
Articolo 49
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Dall’articolo 51
Tutti i cittadini dell´uno o dell´altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. (...)
Conduttore 1. Michele Marchi
L’articolo 48, ed in particolare la formula che definisce il voto come un «dovere civico», scatenò un forte dibattito tra sostenitori e avversari dell’obbligatorietà del voto.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
I partiti moderati, e in particolare la Democrazia Cristiana, erano favorevoli all’introduzione del voto obbligatorio per incrementare l’affluenza alle urne dei ceti medi e conservatori, storicamente i meno politicizzati.
Conduttore 1. Michele Marchi
L’onorevole Andreotti, ad esempio, insistette perché il voto non fosse considerato soltanto un «dovere civico» ma anche un «dovere morale».
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Questa tesi fu però accantonata perché i partiti di sinistra erano consapevoli di poter contare sul consenso delle masse operaie, che avevano una forte appartenenza politica. Si schierarono quindi in favore della libertà di voto, pensando che l´astensionismo avrebbe riguardato soltanto i loro avversari.
Conduttore 1. Michele Marchi
L’articolo 49, relativo ai partiti, rappresentò una novità sul piano costituzionale. Il suo rilievo è comprensibile se si pensa al periodo in cui venne formulato, ossia dopo il ventennio fascista in cui tutti i partiti, tranne uno, erano stati vietati.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Ma fu molto discussa l’espressione «metodo democratico». Ci si chiese cioè se essa dovesse riguardare anzitutto la competizione tra i partiti, o se il metodo democratico, al contrario, dovesse riguardare anzitutto la competizione interna a ciascun partito.
Conduttore 1. Michele Marchi
Rispetto a questa seconda interpretazione venne sottolineato il timore – ancora legittimo visto il recente passato – di un intervento governativo nella struttura e nel funzionamento interno dei partiti.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Un timore rispetto al quale erano particolarmente sensibili i comunisti, data la peculiarità organizzativa del Pci fondato sulla rigida disciplina interna, nota come centralismo democratico. Secondo Togliatti il Partito comunista veniva così esposto a quelle che egli definì «misure antidemocratiche».
Conduttore 1. Michele Marchi
La tesi di Togliatti sollevò diverse critiche. Il costituzionalista Mortati, ad esempio, disse che sarebbe stata una contraddizione non pretendere garanzie di democraticità dai partiti, proprio le formazioni che avrebbero dovuto essere la base del nuovo Stato democratico.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Alla fine prevalse la tesi comunista. L’espressione «con metodo democratico» si deve così intendere in senso puramente esterno e non attinente all’organizzazione interna dei singoli partiti.
Conduttore 1. Michele Marchi
I costituenti hanno voluto evitare che l’attività di ogni partito potesse essere controllata dallo Stato. Salvo una eccezione.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Su proposta di Togliatti si decise infatti di condannare l’assenza di libertà e di democraticità che avevano caratterizzato l’organizzazione del Partito nazionale fascista.
Conduttore 1. Michele Marchi
Si decise così di vietare, sotto qualsiasi forma, la riorganizzazione del “disciolto partito fascista”. Questo è stabilito nel 1° comma della XII disposizione transitoria, nella formula scritta da Dossetti.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Non è infine da dimenticare il valore dell’articolo 51 che sancisce il principio della parità di accesso alle cariche pubbliche: un riconoscimento importante nella società italiana dove, sino al 1946, le donne non potevano né votare né tantomeno essere elette.