Articoli 39-40 - prima parte: presentazione storica
Dall’articolo 39
L´organizzazione sindacale è libera. (…) I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.
Articolo 40
Il diritto di sciopero si esercita nell´ambito delle leggi che lo regolano.
Conduttore 1. Michele Marchi
Durante le discussioni in Assemblea costituente sugli articoli 39 e 40 emerse una profonda diversità di opinioni. Si confrontarono due tesi contrapposte.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
La prima era sostenuta dai comunisti, ed in particolare da Giuseppe Di Vittorio, che volevano un sindacato che si organizzasse come associazione di classe.
Conduttore 1. Michele Marchi
Socialisti e democristiani intendevano invece conferire all’ordinamento sindacale la forma di un’organizzazione per categorie, con delegazioni elette dai lavoratori che avessero il potere della contrattazione collettiva.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Alla fine prevalse una tesi di compromesso. Fu sancito il principio della libertà dell’organizzazione sindacale che, dunque, avrebbe potuto assumere anche assumere le forme dell’associazione di fatto, quale aveva allora la Cgil.
Conduttore 1. Michele Marchi
Fu stabilito però che la contrattazione collettiva si realizzasse nelle delegazioni elette dai lavoratori attraverso una struttura per categorie. È grazie a questa formula che i contratti hanno efficacia per tutti i lavoratori di un determinato settore.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Sarebbe dovuto però passare un bel po’ di tempo perché si vedessero gli effetti dell’articolo 39 sulla contrattazione.
Conduttore 1. Michele Marchi
Soprattutto nella prima legislatura, si realizzò infatti un forte arretramento del potere operaio, innanzitutto a causa di politiche di ordine pubblico particolarmente rigide.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
In questa difficile congiuntura si aggiunsero le scissioni sindacali con la spaccatura della Cgil unitaria, che indebolirono ulteriormente il complesso della dinamica contrattuale.
Conduttore 1. Michele Marchi
L’articolo 40 sancisce invece il diritto di sciopero. Si trattava di un diritto che – in sede di dibattito costituente – era riconosciuto dalla stragrande maggioranza delle forze politiche.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
La classe operaia se lo era conquistato sul campo. Secondo una diffusa interpretazione storica, infatti, la caduta del fascismo era stata favorita in modo determinante dagli scioperi del 1943.
Conduttore 1. Michele Marchi
Il dibattito si accese invece relativamente ai pubblici funzionari ritenuti da alcuni non assimilabili al resto dei lavoratori.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Umberto Merlin, uno dei fondatori del Partito Popolare, osservò ad esempio che se ci fosse stato uno sciopero degli agenti di polizia, dei magistrati e degli agenti del fisco, lo Stato non avrebbe avuto la «dovuta forza e il dovuto prestigio». Se ne sarebbe, al contrario, favorito il «suicidio».
Conduttore 1. Michele Marchi
In definitiva la Costituzione, rinviando al futuro legislatore la disciplina del diritto di sciopero, ha inteso non porre alcun limite preventivo e preciso. Ha impegnato però lo stesso legislatore a tenere conto delle esigenze fondamentali dello Stato per quanto riguarda il mantenimento dei servizi pubblici.