Articoli 35-36-37 - prima parte: presentazione storica
Dall’articolo 35
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l´elevazione professionale dei lavoratori. (...)
Dall’articolo 36
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione (…). La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite (...).
Dall’articolo 37
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. (...)
Conduttore 1. Michele Marchi
Le tutele previste da questi articoli rappresentavano il riconoscimento costituzionale di condizioni di lavoro umane, dopo decenni di lotte sindacali.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
L’articolo 35 parla di «elevazione professionale dei lavoratori». In realtà il testo preparatorio limitava l’ambito al settore primario dell’economia, ossia all’agricoltura, che raccoglieva circa la metà degli occupati.
Conduttore 1. Michele Marchi
Fu Aldo Moro a introdurre un emendamento per estendere a tutti i lavoratori questo principio in modo che non riguardasse solo quelli del settore agricolo.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
L’Italia, in effetti, si trovava alla vigilia del boom economico che avrebbe rivoluzionato non soltanto lo stile di vita degli italiani, ma anche il panorama professionale del nostro paese.
Conduttore 1. Michele Marchi
Già nel 1960, il settore agricolo era diventato numericamente quello meno importante, con il 30% della popolazione. Gli occupati dell’industria erano il 38%, il terziario occupava il 32% della popolazione.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
L’articolo 35 sancisce anche la «libertà di emigrazione» e la tutela del lavoro «italiano all’estero». Occorre infatti ricordare come tra il 1870 e il 1970, emigrarono in tutto il mondo circa 30 milioni di italiani, facendo dell’Italia il primo paese di emigrazione del mondo. Oggi evidentemente la situazione è ben diversa rispetto ad allora.
Conduttore 1. Michele Marchi
Il primo comma dell’articolo 37 è invece dedicato alla tutela dei diritti della donna lavoratrice.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
L’obiettivo era quello di superare l’eredità della politica legislativa e contrattuale del periodo fascista, che sottopagava le donne e impediva loro di accedere ad incarichi di responsabilità.
Conduttore 1. Michele Marchi
Negli anni Trenta i salari medi delle donne operaie erano, ad esempio, circa la metà dei corrispettivi salari maschili.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Il fascismo si era infatti preoccupato di garantire le esigenze della politica demografica del regime e non della tutela lavorativa della donna.
Conduttore 1. Michele Marchi
La consapevolezza della marginalità del lavoro femminile motivò l’introduzione, condivisa da tutti i principali partiti, di una norma specifica riguardante il principio della parità dei due sessi anche nell’ambito del lavoro.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
E’ interessante notare come questa norma sia stata votata da un’Assemblea quasi esclusivamente maschile.
Conduttore 1. Michele Marchi
Le donne avevano acquisito il diritto di voto solo all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, e inoltre ben poche erano state inserite nelle liste elettorali.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
All’interno dell’Assemblea costituente figuravano così solo 21 donne pari al 3,7% del totale, di cui solo 4 fecero parte della Commissione dei 75.